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Il caffè con il lettore | La Voce News

Due eventi criminali d’inaudita gravità occorsi in Brasile e Messico richiama l’attenzione dei media sui sud del mondo. Ma non basta certamente occuparsene solo in circostanze simili.

Gianvito Pugliese

Per una volta i riflettori della stampa internazionale, quella che conta nel mondo, quella che -piacenti o nolenti- influenza il resto dei media, apparentemente più diffusi, ma sostanzialmente privi di spessore, si è spostata su un sud del mondo. Purtroppo, sarà una combinazione, sarà come dice qualche Collega, complottista dipendente, che è nelle loro linee editoriali inconfessate, l’attenzione è pressoché monopolizzata, ma da due fatti estremamente negativi che, peraltro, non vanno certo ignorati o sottaciuti.

Il tutto si concentra sul continente sud-americano e riguarda Brasile e Messico.

In Brasile il Parlamento, la Corte Suprema e lo stesso palazzo Planalto, che ospita gli uffici del presidente, sono stati presi d’assalto da gruppi di facinorosi. fams sfegatati di Jair Bolsonaro, che contestano -senza darne una sola ragione plausibile- la vittoria alle elezioni presidenziali brasiliane del Presidente Lula, insediatosi da pochi giorni. A due anni di distanza si ripete lo schema dell’assalto al Campidoglio di Washington D.C. per mano dei sostenitori di Trump, ugualmente facinorosi. Troppe le analogie, tanto che sono parecchie nella stampa autorevole le voci di chi intravede nell’analogia dei due casi un’unica regia. Non è un caso che i due soggetti siano legati a Vladimir Putin a doppio filo. Quanto a tale aspetto, per Donald Trump ricordiamo tra i tanti gli articoli de lavocenews.it del 7 febbraio 2022 Yuri Shvets, ex spia Kgb: “Trump risorsa russa per 40 anni” , del 13 agosto 2022 Donald Trump sospettato di spionaggio e del 3 novembre 2022 The New York Times: “Piano Mariupol”, accordo segreto fra Trump e Putin. Su Bolsonaro basta e avanza l’articolo del 17 febbraio 2022 Putin/Bolsonaro accordi durante la crisi. Tornando a Trump non dimentichiamo il suo appoggio incondizionato, anche finanziario, allo sciopero dei camionisti frontalieri tra Canada ed Usa, che fece non pochi danni ai due Paesi, finalizzato a colpire principalmente il giovane Premier Canadese, Justin Trudeau, dichiaratamente avverso alle politiche aggressive di Putin in campo internazionale. Ce ne occupammo nell’articolo del 31 gennaio 2022 Trump elogia i no-vax canadesi che hanno bloccato Ottawa. Colpire l’Occidente, “regno del male”, è la strategia di Putin propagandata dal patriarca Cirillo I (Kirill) e dal ventriloquo putiniano Medvedev, ritornato in auge, dopo un lungo periodo di oblio, ed attualmente numero due del Cremlino, col precipuo compito di minacciare platealmente ed attaccare volgarmente Paesi e leader occidentali.

Il tentativo di golpe dell’ultradestra brasiliana che ha bloccato e terrorizzato Brasilia ed la sua popolazione, si è concluda con decine di arresti per i manifestanti, accusati al momento solo di “atti di vandalismo”. E’ stata decisiva, per risolvere la crisi, la decisione del presidente Lula di disporre l’intervento federale nella capitale, che ha permesso alle forze dell’ordine di riprendere il controllo dei tre palazzi. sedare la rivolta e procedere agli arresti.

Altrettanto scioccante, quanto allarmante a dir poco, quanto avvenuto giorni prima in Messico dove, l’arresto del 29enne Ovidio Guzman, figlio di El Chapo Guzmanha, boss incontrastato del cartello della droga di Sinaloa, ha provocato la reazione violenta dei narcos che hanno scorazzato per le strade di  Culiacan, cittadina del nord del Messico, con mezzi dotati di mitragliatrici pesanti ed altre armi di grande calibro, sparando all’impazzata ed ingaggiando una vera e propria guerriglia con la polizia. Evidentemente, tendevano a reiterare quanto avvenuto nel 2019, allorché, dopo l’arresto, lo stesso Ovidio Guzman fu rilasciato per evitare danni ai cittadini a causa della reazione, pure altrettanto violenta, dei suoi uomini.

Negli scontri tra polizia e narcos sarebbero morti finora 29 persone, di cui 10 appartenenti alle forze dell’ordine e 19 del cartello della droga. Il giorno successivo (avant’ieri) un Magistrato federale si è pronunciato, respingendo provvisoriamente la richiesta di estradizione negli Stati Uniti per reati commessi da Ovidio Guzman in Stati americani confinanti con il Messico. Il Ministro degli esteri brasiliano, a sua volta, non ha escluso si arrivi all’estradizione, ma non prima d 5 o 6 mesi.

L’esercito Messicano ha inviato sui luoghi degli scontri le truppe d’élite per dare man forte alle forze dell’ordine. I carri armati schierati dall’esercito nei punti nevralgici sembrano stiano ristabilendo la calma, mentre nelle strade di Culiacan bruciano ancora diverse auto date alle fiamme dai narcos.

A dirla tutta, sinceramente vorrei occuparmi del Sud America, così come degli altri sud del mondo, per tutt’altri motivi. Vorrei, piuttosto, approfondire i problemi delle loro economie generalmente mal messe, della siccità, connessa ai cambiamenti climatici, che sta mietendo vittime a raffica in Africa, delle operazioni. peraltro non troppo occulte, intese a scatenare guerre tribali o tra Paesi limitrofi, per offrire poi aiuto militare e conquistarsi diritti sullo sfruttamento di risorse ricchissime, i cui proventi finiscono per arricchire chiunque, fuorché le popolazioni legittime proprietarie di quel suolo e sottosuolo.

Spero che questo possa accadere quanto prima, perché -lo ripeto- sarà un caso, ma quando la stampa ed i media si occupano del sud, si tratta quasi sempre e, comunque, di fatti negativi. Le sue positività e le sue difficoltà sembrano cadere nell’indifferenza collettiva. Uno studio delle soluzioni semplicemente sembra non esistere e, peraltro, non interessare ad alcuno.

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