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“O con me o contro di me”, il dirigente del Riuniti di Foggia e l'indagine su “appalti manipolati”: arrestato assieme a tre baresi

“Il parroco della chiesa qui sono io e ti devi rivolgere solo a me”. “O con me o contro di me”. Sono un paio di stralci, ascrivibili secondo gli investigatori al dirigente dell’Area Tecnica degli Ospedali Riuniti di Foggia, Massimo De Santis, contenuti nell’ordinanza in cui il Gip del Tribunale del capoluogo dauno, su richiesta della locale Procura, ha arrestato stamane l’uomo (per lui si sono aperte le porte del carcere), assieme ad altre tre persone del Barese (Nicola Stefanelli, Giovanni Amoruso del capoluogo e Marco Labianca di Cellamare, tutti e tre ai domiciliari) con accuse, a vario titolo, su ipotesi di reato di concussione, corruzione, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente per vicende risalenti al periodo compreso tra il 2018 e il 2020.

Le indagini della Guarda di Finanza, coordinate dalla Procura foggiana, avrebbero rilevato “gravi indizi di colpevolezza in relazione a episodi di concussione e corruzione correlati ad affidamenti diretti di lavori e forniture, nonché la presunta “manipolazione” di 4 gare di appalto bandite dall’Azienda Ospedaliera Universitaria “Ospedali Riuniti” di Foggia. Le frasi dell’ordinanza, si riferirebbero, in particolare a una viceda nella quale De Santis, “abusando – secondo i finanzieri – della sua qualità di pubblico ufficiale e dei suoi poteri, avrebbe costretto il socio di una s.n.c., operante nel settore della falegnameria, in cambio di 26 affidamenti diretti di lavori concessi nel periodo 2019-2021, ad acquistare beni ed a eseguire lavori in suo favore [tra cui la ristrutturazione di vari mobili, la realizzazione di una scala retrattile, l’acquisto e il montaggio di zanzariere per le sue abitazioni di Troia, Foggia e Pineto (TE)] per un valore complessivo di oltre 4.000 euro”.

Le espressioni che sarebbero state usate da De Santis, per gli inquirenti, farebbero desumere “lo stato di soggezione dell’imprenditore”. Nel mirino delle indagini, inoltre, vi sarebbero 4 gare bandite dai Riuniti: tra queste l’affidamento del servizio di riqualificazione e attivazione delle 8 sale operatorie all’interno del blocco operatorio (gara bandita in data 01.07.2019 dagli Ospedali Riuniti di Foggia) per circa 2,2 milioni di euro come impegno di spesa,  l’affidamento del servizio di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti elettrici (gara bandita il 23.07.2020 dagli Ospedali Riuniti di Foggia), per un impegno di spesa pari a 4 milioni di euro, l’affidamento diretto del servizio inerente alla viabilità interna ed agli accessi carrabili e pedonali (gara bandita il 18.07.2019 dagli Ospedali Riuniti di Foggia), per un impegno di spesa pari a circa 42mila euro, l’affidamento del servizio di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti gas medicinali e tecnici (gara bandita in data 15.05.2018 dagli Ospedali Riuniti di Foggia), per un impegno di spesa pari a 1,6 milioni di euro.

Per gli inquirenti sarebbe vi sarebbe stato un “reticolo di contatti” tra imprese e pubblici ufficiali, che avrebbe avuto l’obiettivo “di pilotare gli appalti, al fine di perpetrare i predetti reati contro la Pubblica Amministrazione e ottenere illeciti guadagni, nel cui ambito un ruolo primario sarebbe stato rivestito dal dirigente dell’Area Gestione Tecnica” del grande ospedale foggiano.

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