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Impatto fatale per i quattro giovanissimi: non si conoscono le cause dell’incidente. Morti fratello e sorella

22 Gennaio 2023

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Redazione online

TARANTO – Incidente mortale sulla Massafra – Martina: un’auto si è andata a schiantare contro un muro con a bordo 4 giovani. Tre di loro, giovanissimi di 18 e di 19 anni e una ragazzina di 13 anni, sono morti. Il quarto ragazzo è rimasto ferito gravemente: erano tutti a bordo di una Opel Corsa guidata dal 19enne che si è schiantata contro un muretto di cemento. L’impatto è stato violentissimo. Probabilmente l’asfalto bagnato per la pioggia ha contribuito a causare l’incidente stradale che è avvenuto nel territorio di Massafra, a pochi metri del centro abitato.

A quanto si è appreso, in due, il minore e la sorella, sono morti sul colpo. Un terzo è deceduto poco dopo l’arrivo dei soccorritori del 118. Il quarto giovane, che ha riportato un trauma cranico commotivo e fratture multiple agli arti superiori e inferiori, è stato trasportato con un’ambulanza del 118 all’ospedale Santissima Annunziata. Sul posto anche vigili del fuoco, carabinieri e Polizia locale. La viabilità nel tratto interessato dall’incidente è stata a lungo interrotta per consentire le operazioni di soccorso e di messa in sicurezza. I carabinieri hanno compiuto i rilievi per accertare l’esatta dinamica.

LUTTO CITTADINO NEL COMUNE DI MASSAFRA

Il sindaco di Massafra Fabrizio Quarto, interpretando il dolore e la profonda commozione dell’intera Comunità suscitata dagli esiti tragici dell’incidente stradale accaduto questa sera e che ha causato la drammatica e prematura scomparsa di tre giovanissimi ed il ferimento di un altro giovane, ha proclamato il lutto cittadino per il giorno in cui si svolgeranno le esequie.

“Apprendere questa terrificante notizia – ha affermato il sindaco Quarto – lascia senza parole. È una tragedia immane. Alle famiglie che stanno attraversando questo inferno agghiacciante giunga il cordoglio dell’intera comunità massafrese. Con un lutto cittadino ci stringeremo intorno a loro, pur essendo ben consapevoli che nulla può essere di conforto in queste ore disperate”.

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