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Gli “spiritelli maligni” di Benno Neumair: “La madre lo portò da uno stregone, minacciò con un coltello la sorellina” – Il Riformista

“Occhi da squalo, immobili e inespressivi, senza emozione”

Vito Califano — 7 Settembre 2022

Gli “spiritelli maligni” di Benno Neumair: “La madre lo portò da uno stregone, minacciò con un coltello la sorellina”

Benno Neumair era un bambino “introverso e isolato”, che non si entusiasmava facilmente me che non dava alcun tipo di preoccupate alle sue maestre, era ubbidiente e intelligente. Lo ha raccontato ieri pomeriggio davanti alla Corte d’Assise di Bolzano Doriana Baracca, citata da Il Corriere della Sera, insegnante della scuola d’infanzia che per tre anni fu docente di Benno all’asilo Hansel e Gretel di Bolzano.

Benno Neumair, 31 anni, è accusato dell’omicidio e dell’occultamento dei genitori Laura Perselli e Peter Neumair. La coppia scomparve nel nulla nel gennaio del 2021. L’omicidio del padre sarebbe scattato dopo un litigio, dopo si sarebbe consumato anche quello della madre. Reo confesso, il giovane avrebbe strangolato e buttato nel fiume Adige i due corpi. La Procura e gli avvocati di parte civile non credono alla versione del delitto d’impeto. La psichiatra Anna Palleschi, perito di parte civile, ha parlato di disturbo narcisistico di personalità che non incide sulla capacità di intendere e di volere.

Quello che ha raccontato l’ex insegnante dell’imputato aggiunge tuttavia particolari grotteschi alla tutta la vicenda. “Benno era un bambino con dei problemi ed io lo dissi a sua mamma Laura. Lei però rispose che lo aveva portato da una sorta di stregone, durante le loro vacanze a Bali, per togliere a Benno gli ‘spiritelli maligni’, così disse, visto che una notte lo avevano sorpreso con un coltello in mano di fronte alla sorellina Madè. Io rimasi shoccata da quella risposta. Mi disse anche che il suo ex marito, morto suicida anni prima, era proprio uno psicologo: io compresi allora che lei non avrebbe mai portato suo figlio Benno da uno psicologo”, ha raccontato Baracca. Per la maestra “dispiace dirlo ora che la madre è morta, ma credo che ci siano delle responsabilità che rimangono”.

Davanti ai giudici della Corte d’Assise Benno Neumair ha cambiato strategia, puntato su una nuova versione dei fatti. Secondo l’avvocato difensore Flavio Moccia la testimonianza e l’atteggiamento del trentenne dimostrano “la malattia e la sua incapacità di intendere e di volere” mentre la sorella dell’imputato Madè Neumair ha detto di aver “rivisto il Benno che conosco, ha parlato di mamma e papà con distacco, come fossero due estranei. È come se li avesse uccisi due volte”. Benno ha dichiarato in udienza: “Non ho mai pianificato la morte dei miei genitori”.

Oltre all’insegnante della scuola d’infanzia ha deposto in aula anche Elisabetta Perselli, l’unica parente che è andata a trovare in carcere il nipote. La donna ha definito come “difficile” il carattere della sorella Laura e riconosciuto di non aver mai sospettato di Benno come responsabile del duplice delitto. Anche se, mentre erano in corso le ricerche della coppia, e il 30enne non era stato ancora arrestato, aveva notato nel nipote gli “occhi da squalo: immobili e inespressivi, non trasmettevano alcuna emozione. Secondo me era, ed è ancora, un uomo disperato”.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.

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