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Come vendere una casa popolare: prezzi e regole

6‘ di lettura

Come vendere una casa popolare: scopri quando si può vendere, a chi, a quale prezzo e quali sono le regole da seguire. (scopri le ultime notizie su agevolazioni economiche e diritti per la famiglia. Leggi su Telegram le novità su educazione, cura e salute dei figli, gravidanza, consigli per neo-mamme e relazioni familiari. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Vendere una casa popolare è possibile, ma prima bisogna averla riscattata. Vedremo come procedere al riscatto nell’ultimo paragrafo.

Prima vediamo quando si può vendere un alloggio popolare. A seconda del tipo di edilizia popolare a cui si fa riferimento, esistono delle normative diverse.

L’edilizia sovvenzionata

Per quanto riguarda questo tipo di edilizia, si può vendere l’appartamento dopo 10 anni dal riscatto. Se si dovesse vendere prima, il contratto di compravendita può essere annullato.

L’alloggio può essere venduto solo quando è stato pagato l’intero prezzo del riscatto.

L’edilizia agevolata

Nel caso dell’edilizia agevolata, la casa si può vendere anche nei primi cinque anni, ma ci deve essere l’autorizzazione della Regione, la quale deve comunicare i gravi motivi per cui si procede alla vendita.

Dopo cinque anni, gli alloggi di edilizia agevolata possono essere venduti liberamente.

L’edilizia convenzionata

Gli appartamenti in edilizia convenzionata e in proprietà superficiaria, non c’è alcun vincolo sulla vendita.

Per le case in piena proprietà, fino al 1992 dovevano passare dieci anni per effettuare una vendita. Una legge, però, ha abolito questi vincoli di alienazione, e quindi gli appartamenti in edilizia convenzionata possono essere venduti in qualsiasi momento.

Le case popolari ATER

In questo caso bisogna rivolgersi a un ingegnere o un architetto, perché la situazione e le regole sono diverse da Comune a Comune. Per esempio, ci possono essere vincoli in alcuni casi. È necessario dunque conoscere le convenzioni edilizie e seguire le regole.

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Come vendere una casa popolare: a chi si può vendere?

Non si può vendere una casa popolare se non sono passati dieci o cinque anni dall’assegnazione (a seconda delle regole del bando) e, comunque, se non è terminato il pagamento del prezzo del riscatto.

Prima di venderlo ad altri, bisogna proporre la vendita all’Istituto Case Popolari da cui è stato acquistato. Solo se arriva il rifiuto da parte dell’Istituto, la casa può essere venduta ad altri.

Non tutte le case popolari possono essere acquistate perché devono restare disponibile alcuni alloggi per gli indigenti. A decidere quanti alloggi popolari possono essere acquistati è l’Ente pubblico che ha predisposto il bando.

Questo non può essere superiore al 75% del numero complessivo di case popolari, e non inferiore al 50%.

Solo gli assegnatari o i loro conviventi possono acquistare un alloggio popolare. L’acquirente può quindi essere diverso dall’assegnatario, ma familiare o convivente.

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Come vendere una casa popolare: a quale prezzo?

Per evitare speculazioni è vietato vendere un alloggio popolare, anche dopo aver superato i vincoli, a un prezzo superiore rispetto a quello imposto dal Comune.

Non puoi vendere la casa al prezzo di mercato, in poche parole.

Questo limite può essere superato dall’affrancazione, ovvero il procedimento tramite il quale, pagando una certa somma al Comune, possono essere eliminati i vincoli, compreso quello del prezzo di vendita.

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Come vendere una casa popolare: come funziona il riscatto?

Per riscattare un alloggio popolare bisogna rispettare alcuni requisiti:

  • la famiglia deve abitare nella casa da almeno cinque anni;
  • non bisogna essere morosi;
  • non bisogna superare una soglia di reddito prevista dall’ente pubblico;
  • bisogna avere la cittadinanza italiana o europea;
  • essere residente nel Comune;
  • non sia titolare di altri alloggi adeguati al nucleo familiare.

Anche per il riscatto di una casa popolare bisogna attendere il bando comunale. Il costo di una casa popolare è molto inferiore rispetto ai prezzi immobiliari di mercato. Ecco perché molti cittadini, dopo averci abitato per diversi anni, decidono finalmente di riscattarla e diventarne proprietari.

Il riscatto non è possibile immediatamente dopo l’assegnazione dell’appartamento. Devono passare alcuni anni per poterla acquistare.

Secondo la normativa nazionale, per poter acquistare una casa popolare, bisogna rispettare due requisiti fondamentali:

  • vivere in un alloggio popolare da oltre cinque anni;
  • non essere in mora con il pagamento dei canoni di affitto agevolato nel momento in cui si vuole acquistare.

A questa normativa, poi, si affiancano i regolamenti regionali che variano da Regione a Regione, o da Comune a Comune.

Gli enti territoriali, infatti, spesso decidono di porre un tetto reddituale oltre il quale non si può partecipare al bando. Di solito questo limite viene aggiornato ogni due anni.

Facciamo un esempio: se il Comune stabilisce che possono partecipare al Bando di assegnazione di alloggi popolari solo le famiglie con reddito non superiore a 15 mila euro, lo stesso importo sarà valido per partecipare all’acquisto della casa popolare.

Se chi vuole acquistare un appartamento popolare rispetta tutti i requisiti riportati nel primo paragrafo, allora potrà partecipare anche al bando di vendita delle case popolari.

Il prezzo di vendita di un alloggio popolare può essere calcolato in due modi, vediamo il primo:

  • Valore dell’immobile = rendita catastale x 100;
  • Valore di riduzione = età dell’immobile x 1%;
  • Prezzo di vendita (senza Iva) = valore dell’immobile – valore di riduzione

Al prezzo di vendita così calcolato deve essere aggiunta l’Iva al 10%, che può diventare 4% nel caso si stia acquistando la prima casa.

Nel secondo caso, l’assegnatario della casa popolare propone all’Istituto o all’Ente pubblico, che a stabilire il prezzo sia l’Ufficio tecnico erariale (Ute).

Abbiamo visto come vendere una casa popolare.

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