cadavere-in-frigo-da-7-mesi:-avanti-con-le-indagini.-chiesto-trasferimento-della-salma-–-onda-tv-–-emittente-televisiva

Cadavere in frigo da 7 mesi: avanti con le indagini. Chiesto trasferimento della salma – Onda Tv – Emittente Televisiva

banner

ANVERSA DEGLI ABRUZZI – La salma resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. Chiusa. Anzi letteralmente parcheggiata nella cella frigorifera nell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Una storia triste quella che ha segnato il crudele destino di un uomo adulto, trovato cadavere lo scorso 30 luglio in una grotta di Castrovalva, frazione di Anversa degli Abruzzi. Dopo sette mesi si cerca ancora un volto e un nome per quel corpo senza vita. Per questo la Procura della Repubblica di Sulmona, che coordina le indagini, va avanti con l’inchiesta per venire a capo di un caso delicato. In questi giorni dal nosocomio di Chieti, chiusa la filiera degli accertamenti autoptici, è stato chiesto il trasferimento della salma a Sulmona per esigenza di spazi. Al Pm il compito di rilasciare il nilla osta per la sepoltura o trattenere ancora la salma nel nosocomio cittadino. L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri della compagnia di Sulmona, continua a battere tutti i fronti, soprattutto quello sanitario per risalire all’ospedale che ha applicato la placca sull’uomo trovato senza vita. Il corpo fu rinvenuto avvolto in un sacco a pelo, rigorosamente chiuso e senza vestiti, da due escursionisti che stavano percorrendo il sentiero di Castrovalva, una decina di giorni dopo dalla data del decesso come accertò l’esame autoptico. Non sono stati rinvenuti segni di violenza. Per cui dall’ipotesi di omicidio si è passati a quella di occultamento di cadavere. Di certo la vittima non era un pregiudicato poichè le impronte ricavate con l’esame del dna non risultano schedate nel database delle forze dell’ordine. Il giallo di Castrovalva potrebbe quindi trasformarsi in un caso irrisolto. Dopo sette mesi nessuno ha “reclamato” la salma. Nè risultano denunce di scomparsa dentro e fuori l’Abruzzo. Nessun indizio sarebbe emerso dalla lettura delle immagini di videosorveglianza dal casello autostradale di Cocullo. Scarsi riscontri anche dall’esame delle celle telefoniche. Tuttavia Procura e investigatori non si rassegnano. Avanti con le indagini.

banner

banner

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *