Vaccino e sindrome Guillain-Barrè: 2 segnalazioni in Valle. Si studiano i casi

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SULMONA – Sono quattro le segnalazioni pervenute dalla provincia dell’Aquila, di cui due riferite all’area peligna, inoltrate all’Agenzia del Farmaco (Aifa) riguardo la comparsa della sindrome di Guillain-Barré correlata con gli effetti della vaccinazione anti Covid-19. Si studieranno i singoli casi, con gli approfondimenti specifici, in linea con il protocollo di riferimento. Si tratta di “un effetto indesiderato molto raro”, per dirla con le parole dell’Aifa, poichè si deve studiare se esiste un eventuale nesso causale con il vaccino. In Valle Peligna la prima segnalazione risale alle scorse settimane e riguarda un paziente del posto che, dopo la prima inoculazione del vaccino Pfizer e un passaggio in ospedale, è stato trattato dalla clinica San Raffaele. L’altro caso riguarda una donna residente a Pratola Peligna che ha sviluppato i disturbi cinque giorni dopo la seconda somministrazione. Refertata dal pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona, è stata ricoverata per 14 giorni nell’ospedale di Lanciano. Sta seguendo la terapia specifica. “Ho ancora diversi problemi. Non possono guidare e deambulare con facilità”- racconta la donna ai microfoni di Onda Tg. Le statistiche, al riguardo, parlano chiaro. Sono effetti rari da correlare non solo al vaccino anti Covid ma anche all’antifluenzale. “Abbiamo registrato solo quattro casi in tutta la provincia. Sicuramente va fatta la segnalazione all’Aifa, tenendo presente che la sindrome colpisce le persone maggiormente predisposte”- ha detto Domenico Pompei, Direttore Dipartimento Prevenzione Asl. Si tratta, nello specifico, di un raro disturbo neurologico in cui il sistema immunitario del corpo danneggia le cellule nervose, provocando dolore, intorpidimento e debolezza muscolare. Solitamente se ne esce nel giro di un paio di mesi con una diagnosi precoce. Nel frattempo va avanti con ritmo spedito la campagna vaccinale in provincia dell’Aquila. La percentuale di somministrazioni raggiunta, sulla popolazione taget, ha superato abbondantemente il 76 per cento. “Un trend più che ottimo”- conclude Enrico Giansante, Direttore Uoc Siesp provincia dell’Aquila- “ci stiamo concentrando sulle scuole e stiamo per avviare il monitoraggio con i test salivari per gli ultimi anni della scuola dell’infanzia e i primi della primaria”.

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Andrea D’Aurelio

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