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Un liceo di Bologna vieta l'utilizzo dei cellulari a professori e studenti: “Ora è tempo di guardarsi in faccia”




Bologna, 13 set – Il liceo Malpighi di Bologna ha vietato l’uso dei cellulari durante le lezioni sia per gli studenti sia per i professori, una presa di posizione forte da parte della rettrice Elena Ugolini che ha spiegato: “Dopo anni di pc causa Covid, ora è tempo di guardarsi in faccia e ascoltare”. All’entrata in classe il cellulare viene consegnato al professore che lo ripone in un apposito cassetto, chiuso a chiave per tutta la mattinata, per poi riconsegnarlo agli studenti al termine delle lezioni. Una pratica che mira a privare gli studenti di una fonte di distrazione e possibile esclusione a favore dell’inclusione e dello spirito attivo, dei quali la scuola dovrebbe farsi portatrice.

Abolire i cellulari non è essere contro la tecnologia

Non è un’iniziativa contro le nuove tecnologie ma una presa di posizione contro l’avanzare di una condizione dei giovani sempre più legata all’atomizzazione e perdita di contatto con la realtà, all’assenza. Spiega così la stessa Ugolini: “Per noi le nuove tecnologie non sono il male. Ora, abbiamo ricominciato l’anno scolastico guardandoci in faccia, senza più mascherina a cui siamo stati costretti causa covid – continua la referente – un inizio all’insegna della presenza, dell’ascolto, della relazione e concentrazione per tutto il tempo delle lezioni. Senza cellulare i ragazzi non sono continuamente distratti, sono invece più concentrati e in relazione”.

Gli studenti al centro del sistema scolastico

Il punto su cui focalizzare la riflessione riguardo il divieto dell’utilizzo degli smartphone messo in atto dal liceo di Bologna, non è quello sulla negatività dell’apporto tecnico e delle tecnologie per il processo di apprendimento dei giovani, il quale è necessario e positivo, ma quello di integrare uno stile di vita incentrato sulla presenza dello studente nel momento formativo, liberare la mente dal condizionamento e dalle restrizioni che certi aspetti della tecnologia possono avere con l’utilizzo sbagliato.

Andrea Grieco

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