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Uccide il marito, Raffaella Ragnoli si difende: “Fatto per difendere mio figlio”, dubbi sulla legittima difesa – Il Riformista

L’omicidio di Nuvolento

Redazione — 30 Gennaio 2023

La famiglia Fagoni qualche anno fa (Foto via Facebook)
La famiglia Fagoni qualche anno fa (Foto via Facebook)

Quella di Raffaella Ragnoli era o meno una legittima difesa, un tentativo di proteggere se stessa e il figlio 15enne dal marito? È quanto dovrà chiarire l’indagine aperta dalla Procura di Brescia nei confronti della 56eenne casalinga di Nuvolento, in provincia di Brescia, che sabato sera ha ucciso a coltellate il marito Romano Fagoni.

Di tre anni più vecchio di lei, insieme da trent’anni e con una seconda figlia già maggiorenne che però non viveva più nell’appartamento di famiglia nel centro del paesino, Fagoni è stato ucciso davanti agli occhi del figlio 15enne, il primo a chiamare i soccorsi.

Per ora la Procura, riferisce l’Ansa, contesta a Raffaella Ragnoli l’omicidio volontario senza menzionare una eventuale legittima difesa. Il pm Flavio Mastrototaro oggi depositerà gli atti al Gip che fisserà l’interrogatorio di convalida dell’arresto scattato all’alba di domenica.

Da quanto emerso subito dopo i tragici fatti di sabato sera, il gesto della donna sarebbe arrivato come epilogo dell’ennesima lite familiare: un contesto difficile, anche se investigatori e familiari hanno escluso problemi di natura economica emersi da prime testimonianze dopo la tragedia.

Sempre l’Ansa riferisce che la vittima avrebbe impugnato un coltellino con cui avrebbe in qualche modo minacciato di usarlo se moglie e figlio non avessero smesso di criticarlo. Da lì la ‘rissa’ e l’omicidio, con Raffaella Ragnoli che ha colpito sei volte alla gola il marito.

Proprio i sei fendenti hanno fatto sorgere i dubbi sulla tesi della legittima difesa: forse troppi come reazione a delle minacce. Eppure, scrive Repubblica, Ragnoli nel suo interrogatorio avrebbe più volte sottolineato di averlo fatto “per difendere mio figlio, l’aveva minacciato e volevo proteggerlo”.

Anche il figlio 15enne avrebbe confermato quanto detto dalla madre agli inquirenti, anche se non risultano agli atti denunce su violenze e/o maltrattamenti in famiglia, né interventi passati delle forze dell’ordine.

Redazione

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