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Truffe all'Asp di Reggio Calabria, i condannati: “sentenza ingiusta, faremo appello”

Nota di Fiscer, Crinò e Strangio dopo la sentenza del Tribunale di Reggio Calabria sulle presunte truffe all’Asp di Reggio Calabria

Incontro dipendenti cliniche private Commissario Asp Reggio Calabria Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

Prendiamo atto della sentenza del Tribunale di Reggio Calabria, che riteniamo assolutamente ingiusta e illegittima ed avverso la quale proporremo appello“. E’ la reazione di Francesco Fiscer, Pietro Crinò e Antonino Strangio, amministratori dello studio radiologico di Siderno dopo la sentenza del Collegio che ha condannato, rispettivamente, Francesco Fiscer a cinque anni e sei mesi di reclusione, Pietro Crinò, ex consigliere regionale, a cinque anni, disponendo, invece, l’assoluzione per Strangio. Il processo era scaturito da un’indagine della Guardia di Finanza, delegata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, sui rimborsi agli istituti sanitari convenzionati con il sistema sanitario regionale, per presunte irregolarità amministrative.

Nella nota stampa, Francesco Fiscer, Pietro Crinò e Antonino Strangio, si legge, “ritengono che quanto risultato dalle prove assunte nel processo sia fortemente in contrasto con la pronuncia di condanna del primo giudice, essendo stato dimostrato attraverso la lunga istruttoria dibattimentale – si evidenzia – che lo studio radiologico non ha percepito doppi pagamenti, o versamenti di somme non dovute, oltre quelle statuite con sentenze passate in giudicato ed oggetto della transazione stipulata con l’Asp di Reggio Calabria, che, si ricorda, ha consentito alla stessa Asp di risparmiare centinaia di migliaia di euro“. L’Asp di Reggio Calabria, uno dei ‘buchi neri’ della sanità regionale, è da anni ininterrottamente commissariata ed è stata anche recentemente interessata da inchieste della Procura distrettuale antimafia per infiltrazioni mafiose.


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