Tentato femminicidio in città: “la violenza non esplode senza segnali”

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SULMONA – “E’ probabile che prima di questa esplosione di violenza i segnali ci fossero. Visto che l’elemento caratterizzante del fenomeno del femminicidio è la non rassegnazione degli uomini”.  Ad affermarlo a Onda Tg è la dottoressa Alessandra Cottone, delegata dall’Ordine degli psicologi della provincia dell’Aquila, che interviene riguardo il tema della violenza di genere all’indomani del grave episodio di cronaca che si è consumato ai danni di una 40 enne di origine albanese, pugnalata dal suo ex marito connazionale, mentre rincasava. Un’azione criminale premeditata, interrotta solo grazie al tempestivo intervento dei figli e della Polizia. Una violenza inaudita che ha messo in ginocchio non solo le famiglie coinvolte ma anche l’intero quartiere perchè segnalazioni o avvisaglie non ci sarebbero state, nonostante la separazione della coppia. La vicenda presenterebbe un elemento di novità, l’esplosione della violenza del 51 enne tutta in una notte. Ma esiste un tentativo di femminicidio senza un “rituale” e senza segnali? “Il copione in realtà è sempre lo stesso. Alla base c’è la non rassegnazione degli uomini che di fronte il diniego e il rifiuto della propria donna, l’annientano fino alla morte”- interviene Cottone- “è probabile quindi che qualche segnale sia arrivato seppur non denunciato”. L’esperta osserva come, nell’ultimo periodo, le donne hanno acquisito maggiore consapevolezza e forza nella denuncia ma è fondamentale proseguire i percorsi attivati anche nelle scuole. “E’ opportuno che si inserisca tra le discipline di studio  l’educazione affettiva”- riprende Cottone per tracciare il quadro dell’incremento della violenza domestica con l’onda lunga del Covid. “I dati parlano chiaro, con la pandemia c’è stato un aumento più significativo di femminicidi. Soprattutto su quella che noi chiamiamo violenza domestica, all’interno di relazioni affettive. Ora che non abbiamo più le restrizioni, il trend mantiene. Da qualche anno dove si vede una riduzione di omicidi della criminalità organizzata e appunto, un aumento dei femminicidi”- conclude l’esperta.

Andrea D’Aurelio

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