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Tell Abu Hureyra e la teoria dell’impatto cosmico in Siria

Tell Abu Hureyra e la teoria dell’impatto cosmico di tanto in tanto ritornano su Internet. A volte ce la segnalano anche, per quanto in realtà non abbiamo molto da aggiungere alle pagine di ricostruzione storica e preistorica che se ne occupano.

Ci sono cose che, per natura, non possono che restare misteri a cui avvicinarsi molto lentamente. In questo caso per natura si intende un evento remotissimo nel tempo, del quale ovviamente non esistono testimonianze scritte o anche solo orali (la mancanza di un alfabeto scritto e la distanza temporale tra testimoni e viventi rende entrambe impossibili).

Ad esempio il mistero di Tell Abu Hureyra.

Tell Abu Hureyra 1 e 2

Parliamo ovviamente di un “tell”, una collinetta artificiale nata dalla successione di insediamenti umani e il deposito lungo le generazioni di detriti e materiali come limo, mattoni e pietre.

In questo caso siamo dinanzi ad un insediamento Siriano, custodito ormai per sempre dalle acque del lago Assad, e sede di uno dei grandi misteri della preistoria.

Tredicimilacinquecento anni fa una popolazione di cacciatori-raccoglitori vi si insediò per dedicarsi alla caccia di gazzelle, onagri e altri animali di cui la natura era abbondante.

Abu Hureyra si riempì di tante capannuccie costruite intorno ad un magazzino per la conservazione della carne, del pesce e dei cereali selvatici raccolti, diventando un esempio da manuale di come la specie umana è passata dal nomadismo allo stanzialismo.

Anche per gli uomini primitivi era molto più semplice avere “tutte le loro cose e comodità” a portata di mano. In questo magazzini pieni del cibo e delle risorse raccolti anziché sfidare la carestia muovendosi alla ricerca di risorse, abitazioni e acqua.

Durante il Dryas Recente, un evento climatico che portò ad un forte raffreddamento delle condizioni climatiche (tranne in alcuni luoghi dove vi fu un leggero riscaldamento, prova del fatto che con gli eventi climatici non si improvvisa) Abu Hureira fu abbandonato e gli abitanti si spostarono lungo l’Eufrate, per ritornare solo nel Neolitico Preceramico, un millennio e rotti dopo e questa volta dedicarsi all’agricoltura intensiva.

Tell Abu Hureyra e la teoria dell'impatto cosmico in Siria
Tell Abu Hureyra e la teoria dell’impatto cosmico in Siria

Non senza un costo: nei corpi degli abitanti di Abu Hureira 2 possiamo vedere il prezzo dell’agricoltura prima che gli esseri umani inventassero con la metallurgia gli strumenti agricoli affidabili che conosciamo da millenni e secoli.

I corpi degli Hureiresi presentano schiene devastate dal lungo tempo passato chini nella terra, denti distrutti dal pane “arricchito” con pezzi di ghiaia e pietre staccate dalle macine, ossa dei piedi distrutte dal continuo inginocchiarsi, e possiamo riconoscere i cadaveri delle donne a cui era demandato intrecciare le ceste necessarie per l’attività agricole dai denti consumati e spaccati dal tentativo di mordere sterpi, foglie e rametti quando avevano ambo le mani occupate.

La teoria dell’impatto cosmico

Quindi esiste una teoria che collega il Dryas Recente al periodo di vuoto tra Abu Hureira 1 e 2: il cambio repentino di clima rese lo stile di vita dei cacciatori insostenibile, essi andarono via e quando tornarono fecero di necessità virtù impiantando stabili e massicce coltivazioni, come avevano dovuto imparare lungo l’Eufrate in un clima che rendeva la natura meno abbondante.

Ma un’altra possibile spiegazione lega l’abbandono e il Dryas Recente.

Una serie di tracce compatibili con un impatto meteorico. Globi di vetro fuso a temperature ritenute irraggiungibili da un semplice rogo di origine umana, nanodiamenti, sfere magnetiche e materiali metallici carenti nella zona ma presenti nei meteoriti, sostanzialmente.

Il che riporta alla teoria dell’Impatto Cosmico del Dryas Recente: teoria che vuole il mutamento climatico rapido del Dryas Recente causato da una pioggia di meteoriti diffusa sulla Terra che ha creato una seconda “mini era glaciale”, e gli abitanti di Abu Hureira 1 ci si sono trovati nel mezzo rischiando l’estinzione.

Per poi spostarsi lungo l’Eufrate e, avendo perso le loro scorte e un ambiente favorevole alla caccia, darsi all’agricoltura.

Ricostruzione questa che si lega al mito: non solo la cultura occidentale, ma anche molte culture hanno nei loro miti religiosi un “Diluvio Universale” che ha allagato la terra e costretto pochi sopravvissuti a cercare rifugio per tornare, molto tempo dopo, a ricostruire la Terra.

Ipotesi questa suggestiva, e accettata da parte della comunità scientifica, ancorché non da tutti. Un’altra possibile ipotesi lega le origini delle alte temperature raggiunte agli incendi causati da un cambiamento climatico improvviso e repentino, ad esempio, e l’età e le caratteristiche dei campioni rendono una loro analisi difficile e malagevole.

Sulle cause del Dryas Recente c’è ancora molto da discutere, ma la storia di Abu Hureyra è molto suggestiva e ancora oggi ci parla delle differenze tra un cambiamento climatico prevedibile ed uno repentino.

Perché a questo turno i condannati alla fuga potremmo essere noi.

Immagine di copertina da: Evidence of Cosmic Impact at Abu Hureyra, Syria at the Younger Dryas Onset (~12.8 ka): High-temperature melting at >2200 °C

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