strage-san-marco-in-lamis,-confermato-ergastolo-per-presunto-basista

Strage San Marco in Lamis, confermato ergastolo per presunto basista

Giovanni Caterino è detenuto dal 16 ottobre 2018 quando venne arrestato perché – secondo l’accusa – avrebbe pedinato nei giorni precedenti alla strage di mafia il boss manfredoniano. Si è sempre proclamato innocente

16 Novembre 2022

Redazione online

SAN MARCO IN LAMIS – I giudici della Corte d’Assise d’Appello di Bari hanno confermato la condanna all’ergastolo per Giovanni Caterino, di 42 anni di Manfredonia (Foggia) ritenuto il basista della strage del 9 agosto 2017 avvenuta nei pressi della stazione dismessa di San Marco in Lamis in cui furono assassinati il boss di Manfredonia Mario Luciano Romito, uscito da poco dal carcere, il cognato Matteo De Palma e i fratelli Luigi e Aurelio Luciani assassinati perché testimoni scomodi dell’agguato.

Caterino era già stato condannato all’ergastolo in primo grado nel novembre 2020 al termine del processo che è celebrato in Corte d’Assise a Foggia. L’uomo è detenuto dal 16 ottobre 2018 quando venne arrestato perché – secondo l’accusa – avrebbe pedinato nei giorni precedenti alla strage di mafia il boss manfredoniano. Caterino si è sempre proclamato innocente.

I giudici di secondo grado, accogliendo il ricorso della Procura, hanno inflitto a Caterino anche la pena accessoria dell’isolamento diurno che era stata esclusa in primo grado nonostante le richieste del pm della Dda Luciana Silvestris, che aveva presentato ricorso. L’isolamento diurno è stato inflitto perché l’imputato è stato condannato per aver commesso reati in concorso con quelli puniti con la pena dell’ergastolo. In appello l’accusa è stata sostenuta dal sostituto procuratore generale Giannicola Sinisi.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.