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Sostenere con fondi e programmi l’Agricoltura

I piani della Regione Puglia per far crescere e innovare un settore strategico

Regione Puglia 06 settembre 2022 09:00

La Puglia è nota anche per essere una delle regioni italiane con un settore agricolo particolarmente sviluppato, risultando ai primi posti nella produzione di olio, vino e uva. Così come nella produzione di avena e ortaggi, grano duro e barbabietole da zucchero. 

L’Agricoltura riveste, dunque, un ruolo fondamentale per l’economia pugliese. I dati Istat riferiti al 2019 restituiscono un settore sempre più orientato alla diversificazione e all’espansione verso mercati esteri, nonostante due anni di pandemia che hanno provocato non pochi disagi. 

Il Programma di sviluppo rurale della Regione Puglia

La ridotta dimensione media delle aziende, in un mercato sempre più competitivo, può rappresentare una criticità. Anche per questo le istituzioni – locali e non – mettono in campo più strumenti a sostegno delle imprese. Come, per esempio, il Programma di sviluppo rurale, di matrice europea, che permette alle aziende di investire in ammodernamento, infrastrutture, crescita e innovazione, puntando anche sul ricambio generazionale e, soprattutto, sulla formazione.

Il Programma di sviluppo rurale ha l’obiettivo di migliorare la competitività delle aziende del settore agricolo, favorire gli scambio e la collaborazione tra gli imprenditori e salvaguardare l’ambiente: le ricadute, dunque, sono favorevoli per l’intera comunità. A questo proposito, la Regione Puglia ha pubblicato il nuovo bando a sostegno dell’accesso ai servizi di consulenza nell’ambito dello sviluppo rurale, con scadenza 21 settembre 2022.

Il bando prevede un importo complessivo di 8 milioni di euro e punta a fornire assistenza ad agricoltori, silvicoltori, gestori del territorio e Piccole e medie imprese: l’obiettivo è migliorare l’efficienza e le prestazioni economiche e promuovere la sostenibilità ambientale. 

Promuovere i prodotti agricoli pugliesi

Una terra con prodotti di eccellenza ha bisogno anche di una comunicazione all’altezza. Un’iniziativa che va in questa direzione è il bando per la promozione dei prodotti agroalimentari pugliesi di qualità ed educazione alimentare, rivolto a enti locali, amministrazioni pubbliche e associazioni.

L’obiettivo di questa politica è valorizzare e diffondere il Made in Italy all’estero (specialmente     quello aderente al marchio collettivo “prodotti di qualità”); promuovere la partecipazione di imprenditori ai sistemi di qualità e diffondere il messaggio di una corretta e sana alimentazione attraverso campagne mirate; pubblicizzare il territorio, attraverso le eccellenze enogastronomiche.

Gli interventi a sostegno del settore olivicolo

Tra le problematiche maggiori che negli ultimi anni hanno inciso sul settore agricolo – e che ancora persistono – rientra la xylella fastidiosa, un patogeno invasivo che può infettare quasi seicento specie di piante, il quale ha provocato un’epidemia tra gli ulivi pugliesi. A più di otto anni dalla prima segnalazione (un recente studio ha individuato l’origine su una pianta di caffè), la xylella avrebbe colpito oltre 150mila ettari di terreno, provocando la perdita di circa 33mila posti di lavoro.

Dal 2013 le istituzioni hanno agito attraverso misure fitosanitarie e interventi finanziari per sostenere le imprese del settore olivicolo-oleario. Tra le ultime politiche attive rientra il Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia, adottato con Decreto interministeriale del 6 marzo 2020: un programma di interventi per la rinascita degli ulivi nelle arie colpite dalla xylella e per monitorare e impedire il diffondersi dell’agente patogeno.

Il piano prevede un finanziamento complessivo di cerca 300 milioni di euro ed è suddiviso in diverse misure, le quali puntano all’eliminazione delle fonti di inoculo, alla rimozione di piante disseccate, a nuovi impianti e riconversioni (anche verso altre colture), alla salvaguardia di ulivi secolari, a interventi compensativi per le aziende, al monitoraggio e alla diagnostica e al potenziamento di una rete di laboratori pubblici.

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