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Si fa presto a dire “Tesla che corre all'impazzata tra la folla”

Si fa presto a dire “Tesla che corre all’impazzata tra la folla”. E infatti presto ha fatto la stampa nazionale e non solo a rilanciare la notizia. Anche perché, oggettivamente, la stagione è davvero propizia per il tiro ad un Elon Musk che sembra non imbroccarne una giusta dall’acquisizione di Twitter.

Problema: questa volta non è colpa di Tesla, non almeno nel modo in cui pensiamo.

Si fa presto a dire

Si fa presto a dire “Tesla che corre all’impazzata tra la folla”

Come anche scelto dal nostro decano Attivissimo, non cederemo al sensazionalismo di mostrarvi “l’incidente in diretta”. Pratica cara a molti lettori che personalmente aborriamo e in cui preferiamo non indulgere.

Ci limiteremo a descrivere quanto rileva al fact checking in esame. Il video, che non vi riporteremo ma è facile da reperire per chi avesse questo bisogno morboso, presenta una Tesla che sfreccia per le strade della Cina passando numerose telecamere di sicurezza contingue in uno spettacolo paragonabile solo ad una scena della Christine di Stephen King e simili.

L’auto, fuori controllo, rischia più volte il tamponamento con mezzi sulla strada, provocando la caduta di un ciclista per poi obliterare un mezzo che sembra un “tre ruote” tipo le nostre Ape e schiantarsi contro un muro fuori dall’inquadratura, con rottami e uno pneumatico che rotolano verso l’inquadratura.

Le telecamere di sicurezza rivelano la data del 5 novembre, anche se la notizia si è diffusa in questi giorni (verosimilmente col traino degli altri “fiaschi” targati Elon).

Abbiamo inoltre delle ricostruzioni di ambo le parti

Si fa presto a dire “Tesla che corre all’impazzata tra la folla”

I congiunti del pilota, un camionista cinese, dichiarano che il loro parente avrebbe riferito di aver sentito il freno “duro”, e che la macchina stessa gli avrebbe impedito di premerlo fino in fondo, incolpando quindi il sistema di “guida automatica”.

La stampa locale riporta anche l’esito della folle corsa: la macchina col frontale completamente obliterato e una persona, probabilmente il pilota, sconsolata dinanzi al rottame.

Partiamo quindi da un punto di vista essenziale: il “pilota automatico” è un assistente alla guida, non una guida automatica in stile “Supercar” con una intelligenza artificiale in grado di scavalcare il volere del conducente.

Lo scenario di un’automobile che decida improvvisamente di accelerare, scansare al volo alcuni veicoli e colpirne altri, per quanto sia affine al comportamento di “KARR”, il prototipo malvagio della “KITT” della serie Supercar, postulerebbe una “capacità decisionale” che la più evoluta vettura di Tesla non possiede.

Le FAQ di “Autopilot” precisano che una macchina col sistema installato non è da considerarsi un veicolo a guida autonoma e il sistema stesso non sostituisce un guidatore attento.

I dati di telemetria della Tesla, la c.d. “scatola nera” riportano la pressione “a tavoletta” dell’acceleratore. Dato corroborato dal video diffuso dai media locali, che non riporta accensioni prolungate delle luci di stop compatibili con tentativi di tenere schiacciato il freno a lungo.

Ci sono una serie di elementi indiziari che contrastano con l’idea di una “Tesla che corre all’impazzata tra la folla” lasciando il conducente in balia degli elementi come un incrocio tra Supercar e Monolith.

Come descritto da Attivissimo, i freni sulle Tesla restano meccanici. Il software può comandare un attuatore per “premere” il freno, ma non può sollevarlo, bloccarlo o inibirlo.

Anche se potesse, se l’autopilot fosse stato davvero innescato, i controlli avrebbero portato ad un brusco spegnimento dopo un’accelerazione rocambolesca e rapida come quella descritta. L’azzeramento della coppia motrice, in gergo tecnico, comporta il brusco arresto dell’attività del motore. La macchina si sarebbe arrestata.

Non sembra verosimile l’idea di un Elon Musk o chi per esso che modifica i dati della scatola madre per “esonerarsi” infamando le abilità di guida dell’esperto autista cinese e la sua famiglia.

I dati sono crittografati in un modo che una sezione “alterata” spiccherebbe rispetto alle altre come un atto di vandalismo su un affresco perfetto.

La soluzione più semplice resta al momento quella suggerita da Attivissimo: l’errore umano.

Naturalmente ci sono indagini in corso, ma non sarebbe il primo incidente causato dall’erronea pressione dell’acceleratore (cosa che giustifica il dato dell’acceleratore “a tavoletta” per un lungo periodo di tempo) e il panico che spinge a continuare a pigiarlo alla cieca convinti di aver depresso invece il freno.

Questo, o il danno meccanico sembrano spiegazioni più ragionevoli di una Tesla divenuta “malevola” e pronta a schizzare via per le strade”.

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