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Sì alle trivelle in Adriatico e conti in ordine. Il manifesto di Colosimo (FdI) – Formiche.net

Conversazione con Chiara Colosimo, 36enne consigliera regionale di FdI in Lazio e candidata nell’uninominale e plurinominale. “È ovvio che il centrodestra italiano è stato da sempre più vicino alle tematiche della famiglia, ma oggi parlare di incremento demografico vuol dire innanzitutto parlare di economia, perché noi non possiamo far finta di non vedere che la piramide è invertita”

Oggi parlare di incremento demografico vuol dire innanzitutto parlare di economia, perché noi non possiamo far finta di non vedere che la piramide è invertita. Famiglia, energia e conti in ordine sono le tre priorità che affida a Formiche.net Chiara Colosimo, 36enne consigliera regionale di FdI in Lazio e candidata nell’uninominale e plurinominale.

“Pronti”, recita il vostro slogan: con quali proposte su emergenze fondamentali come il caro bollette e il debito pubblico?

Beh, innanzitutto noi siamo pronti perché ci prepariamo a questo appuntamento da sempre, da quando Fratelli d’Italia è nata: è stato un percorso lungo e importante. Ieri Giorgia Meloni ha sottolineato che noi non abbiamo alcun interesse nel fare arrivare l’Italia a scossoni. Per questo siamo assolutamente favorevoli a un tetto unico del gas, che sia però europeo, perché altrimenti bisognerebbe parlare di altro.

Il Financial Times avanza dubbi di tenuta dei mercati…

Viene utilizzata la sua persona come uno spauracchio, quando in realtà Giorgia Meloni sarà molto attenta su questi temi, perché noi sul fisco abbiamo una serie di idee per renderlo più equo. Ma questo non vuol dire che metteremmo mai a rischio i conti pubblici. Anche la revisione del Pnrr non vuol dire assolutamente un voler togliere qualcosa al piano, ma vuol dire aggiornarlo rispetto alla situazione attuale.

Perché un unico confronto televisivo a due sarebbe stato contro la par condicio?

Credo sarebbe sarebbe stato giusto e avrebbe aiutato la semplificazione del quadro politico. Noi non abbiamo alcun interesse a facilitare Letta piuttosto che Calenda, per intenderci. Abbiamo però l’interesse a capire quali sono le due grandi proposte in campo e quindi da che parte stiamo noi e da che parte stanno gli altri. È evidente, almeno se i sondaggi hanno ancora un minimo di affidabilità, che il nostro avversario è il Partito Democratico e quella coalizione.

Palazzo Chigi sul tema energia dovrebbe mettere ad un tavolo le persone che si occupano del settore e possono proporre passi concreti, con tutte le forze politiche, propone Guido Crosetto: con quali vantaggi?

Il problema c’è e una soluzione va trovata. Noi spingiamo molto per la sfida dell’autosufficienza energetica. Dopodiché tutti sappiamo che non è una cosa che si può fare dal giorno alla notte. Quindi è evidente che noi condividiamo questa proposta di governo non solo perché è di Fratelli d’Italia, ma perché è l’unica modalità che abbiamo per una sorta di pace energetica in Italia.

Il no di Beppe Grillo al gas in Adriatico è costato più o meno sette miliardi di euro. Voi pensate di sbloccare le trivelle?

Premesso che le proposte grilline sono tutte andate a finire nel dimenticatoio, perché sono state più volte smentite, è ovvio che andare verso una transizione energetica sostenibile è uno dei nostri punti. Noi chiediamo comunque la riattivazione e la nuova realizzazione, per esempio, di pozzi di gas naturale in un’ottica di utilizzo delle fonti sostenibili.

Anche Elon Musk certifica che il “collasso demografico dovuto al basso tasso di natalità è un rischio per la civiltà molto più grande del riscaldamento globale”. Una vostra proposta…

Vuol dire che non era per niente un tema ideologico. È ovvio che il centrodestra italiano è stato da sempre più vicino alle tematiche della famiglia, ma oggi parlare di incremento demografico vuol dire innanzitutto parlare di economia, perché noi non possiamo far finta di non vedere che la piramide è invertita e che quindi tra poco ci saranno più persone che hanno bisogno della pensione, di quelle che danno i contributi per le pensioni di quelle persone. Questo è un dato oggettivo e che ha poco a che fare con il sostegno alla natalità inteso come passo ideologico, ma ha molto a che fare con la sostenibilità dell’economia della nostra nazione.

Io in Regione Lazio mi sono fatta per quattro anni promotrice di un emendamento che si chiama Pacco Mamma e che quest’anno, incredibilmente, è passato: anche rispetto alle giovani famiglie, l’impatto che ha la spesa sui prodotti della prima infanzia influisce sull’idea di mantenere un figlio con magari due lavori precari. Quindi sostenere in questo senso queste famiglie potrebbe molto aiutare.

L’Europa ha deciso per l’addio al fossile entro il 2035: l’elettrico tour court però incide sui 500 mila posti di lavoro complessivi del settore dell’automotive e sul settore italiano della componentistica. Cosa proponete?

Il gruppo ECR ha votato contrariamente a questo provvedimento, pur essendo noi convintamente dalla parte che governa l’Europa, perché abbiamo votato la presidente Metzola. La tempistica non prevede e non permette alle nostre aziende di mettersi in linea. Cioè noi non possiamo cancellare l’indotto industriale di tutte le nostre aziende per una presunta transizione ecologica: è questa una mossa prettamente ideologica. Nessuno di noi ha contrarietà nell’andare verso un incentivo dell’elettrico, ma occorrono dei tempi e delle modalità diverse da quelle che l’Europa ha immaginato.

@FDepalo

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