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Show pazzesco di Messi contro la Croazia, l'Argentina è in finale dei Mondiali in Qatar: 3 a 0 – Il Riformista

La semifinale

Antonio Lamorte — 13 Dicembre 2022

Show pazzesco di Messi contro la Croazia, l’Argentina è in finale dei Mondiali in Qatar: 3 a 0

Lionel Messi giganteggia nella semifinale al Lusail Stadium di Al Daayen. E porta l’Argentina in finale ai Mondiale. Finisce 3 a 0: gol di Messi e doppietta di Julian Alvarez. Croazia non pervenuta. Due gol nel primo tempo, uno nel secondo a chiudere la pratica. Sudamericani  sempre padroni del campo. L’allenatore Lionel Scaloni ha ripreso il controllo della sua cosiddetta “escaloneta”, la macchina perfetta arrivata in Qatar con 36 risultati utili consecutivi e messa in crisi, sbriciolata nella storica sconfitta per 2 a 1 all’esordio nei gironi con la modesta Arabia Saudita. L’Argentina è andata in crescendo: con la Croazia la sua miglior partita ai Mondiali. E con questo Messi incontenibile approda in finale perfino più forte e consapevole di quanto fosse arrivata nell’Emirato. Domani si decide l’altra semifinalista, tra Francia e Marocco.

Il pre partita

Le due squadre avevano giocato le finali degli ultimi due Mondiali, entrambe perdendole: l’Argentina con la Germania e la Croazia con la Francia. Erano cinque i precedenti tra Croazia e Argentina, perfetto equilibrio tra due vittorie della prima e due della seconda e un pareggio.

Quattro anni in semifinale con tra Croazia e Inghilterra finì 2 a 1. Luka Modric, Pallone d’Oro, a guidare i balcanici, per la sesta volta consecutiva titolare a un Mondiale come solo tre altri giocatori di 37 o più anni, il brasiliano Nilton Santos, Dino Zoff e Peter Shilton. I croati sono arrivati in semifinale vincendo una sola partita nei gironi e superando ai rigori Giappone e Brasile agli ottavi e ai quarti di finale. Straordinaria l’impresa sportiva della rappresentativa di un Paese di quattro milioni di abitanti che in trent’anni è per la terza volta alle semifinali dei Mondiali, dopo Francia 1998 e Russia 2018. “Abbiamo fatto vedere negli anni che non molliamo. È nel nostro dna, ci viene dalle generazioni precedenti, i giovani non hanno idea di quello che sono stati gli anni ’90 per noi, di quello che le persone hanno sacrificato per far nascere il nostro Paese. Sappiamo cosa vuol dire combattere per la nostra patria”, ha detto prima della partita Bruno Petkovic, attaccante della Dinamo Zagabria.

L’Argentina non è mai stata eliminata in semifinale: nella sua storia sono state sei le finali disputate in tutto. L’ultima Coppa del Mondo vinta in Messico 1986 con Diego Armando Maradona. Questa volta a guidare la Seleccion Leo Messi, fino a qui forse il miglior calciatore del torneo. Ha dato l’impressione di essere sempre imprevedibile e incontrollabile, di decidere quando voleva. La Coppa del Mondo è il trofeo che manca nella sua bacheca. L’Albiceleste ha trovato una quadra dopo la rovinosa sconfitta all’esordio con l’Arabia Saudita: l’allenatore Lionel Scaloni anche a costo di scelte non facili, ha lasciato fuori calciatori come Angel Di Maria e Lautaro Martinez, ha ridisegnato la squadra intorno al suo numero 10. Una squadra capace di incrollabile tenacia ma anche di improvvisi e rovinosi cali di attenzione che hanno rischiato di comprometterne il cammino sia nel 2 a 1 negli ottavi con l’Australia che nel 2 a 2 sofferto in rimonta negli ultimi minuti del tempo regolamentare con l’Olanda ai quarti, poi superata ai rigori.

La partita

A dirigere la gara l’arbitro italiano Daniele Orsato. Primi minuti di studio. Un’unica emozione dopo la prima mezz’ora: un tiro dal limite di Enzo Fernandez respinto dal portiere croato Livakovic. Al 31esimo buco nella difesa croata, palla dritt0 per dritto verso il 9 albiceleste Julian Alvarez travolto dall’ultimo difensore. Giallo al portiere. Sul dischetto l’uomo più atteso: Lionel Messi non perdona, forte sotto la traversa. 1 a 0. Al 38esimo il contropiede innescato sempre dal numero 10, Alvarez si invola, un paio di rimpalli lo favoriscono verso la porta, a portiere ormai battuto deve solo appoggiare. 2 a 0. Al 41esimo il colpo di testa di McAllister su angolo sfiora il 3 a 0. Salva Livakovic.

La Croazia cambia tanto nell’intervallo, prova a mettere più uomini lì davanti. Ma al 57esimo è di nuovo Messi a sfiorare il gol, chiude sul primo palo il portiere. Al 61esimo prima vera occasione per i croati su punizione: respinge Martinez. Al 68esimo Messi giganteggia, giocata sontuosa, dribbla, si crea lo spazio, salta come fosse un bambino Gvardiol, il miglior difensore forse di questo Mondiale, e appoggia dentro per Julian Alvarez che deve solo porgere il piede: 3 a 0. E lo stadio è tutto per il genio di Rosario, Messi, imprendibile. All’82esimo c’è ancora spazio per un’occasione per McAllister che calcia al volo, di poco al lato. Succede poco altro. Forse la più grande partita di Messi ai Mondiali di sempre.

Appuntamento a domenica per la finale.

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Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.

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