Salvini, il caso Morisi e la gogna per Mimmo Lucano: la ‘Bestialità’ del leader della Lega

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Continua ad andare a vento Matteo Salvini. Il leader della Lega passa in pochi giorni dalla solidarietà all’amico  e spin doctor della ‘Bestia’ Luca Morisi, indagato a Verona per droga, alla gogna per Mimmo Lucano, condannato in primo grado (e non in via definitiva) a 13 anni e mesi di reclusione per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, truffa, peculato e abuso d’ufficio.

Un modo di intendere la giustizia ad personam quello di Salvini che, ironia della sorte, è indagato per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio nel processo Open Arms, in programma a Palermo il prossimo 23 ottobre, per i fatti relativi all’agosto 2019 quando l’allora ministro dell’Interno bloccò in mare per sei giorni 147 migranti salvati dalla Ong spagnola.

Salvini è la stessa persona che ha avallato il referendum sulla giustizia promosso dai Radicali e appoggiato dalla sua Lega. Insomma, auspica un cambiamento all’interno della magistratura ma allo stesso tempo esulta e punta il dito (dopo una sentenza di primo grado) quando gli stessi pm condannano un suo rivale politico.

“Guadagnava illecitamente su gestione immigrati, 13 anni di condanna al sindaco di sinistra (e candidato in Calabria) Mimmo Lucano, paladino dei radical chic. Giornalisti e politici di sinistra indignati ne abbiamo? No, tutti impegnati a fare i guardoni in casa altrui…”. Queste le sue parole subito dopo la sentenza pronunciata dal tribunale di Locri, presieduto dal giudice Fulvio Accorso, che ha smontato il ‘modello Riace’, simbolo di integrazione e accoglienza dei migranti.

Giudici che hanno accolto l’impianto accusatorio secondo cui dietro al sistema dell’accoglienza creato dall’ex sindaco ci fossero interessi criminali legati anche alla raccolta dei rifiuti, aumentando di sei anni la pena richiesta dalla pubblica accusa che era stata di 7 anni e 11 mesi. Lucano dovrà restituire anche 500mila euro riguardo i finanziamenti ricevuti dall’Unione europea e dal governo. Inoltre è stata disposta la sua interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.

Poi non contento cinguetta ancora, millantando una sorta di rivincita dopo il caso Morisi: “Altro che dare la caccia agli omosessuali nella Lega, la sinistra in Calabria candida condannati a 13 anni di carcere”.

“Sono amareggiato, io non mi aspettavo una cosa del genere, pensavo all’assoluzione. Ho speso la mia vita per rincorrere ideali, contro le mafie, dalla parte degli ultimi, dei rifugiati, ho immaginato di poter contribuire al riscatto della mia terra. È stata una esperienza indimenticabile e fantastica, ma oggi è finito tutto“. Così Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace ha commentato la sentenza a 13 anni per il processo ‘Xenia’. “È una sentenza pesantissima – ha affermato – non so se per i delitti di mafia arrivano sentenze simili”. Mimmo Lucano ringrazia i suoi avvocati, a cominciare da “Antonio Mazzone: a lui (deceduto lo scorso anno ndr.) ho rivolto il mio primo pensiero venendo qui” e ringrazia anche “Pisapia e Dacqua, che hanno preso a cuore la mia vicenda come se fosse la loro”.”Non avevo nemmeno i soldi per pagare gli avvocati – ha aggiunto – Io accetto tutto, ma hanno elencato cifre enormi, è una cosa inaudita. Chi lo sa meglio di me? Non sto fingendo, dico delle cose vere”.

L’articolo Salvini, il caso Morisi e la gogna per Mimmo Lucano: la ‘Bestialità’ del leader della Lega proviene da Il Riformista.