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Ricovero d'urgenza dopo il malore ma il trasferimento slitta due volte. Le “carenze della sanità” a sue spese – Emittente Televisiva

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SULMONA – È stato ricoverato in regime di urgenza dopo aver avvertito un malore ma il trasferimento presso altro nosocomio salta per due volte di fila. A fare le spese della difficile e incomprensibile gestione della sanità è stato un 75 enne di Pratola Peligna, che dal letto del nosocomio di Avezzano, racconta la sua disavventura, riarmando la “battaglia” per la difesa e il potenziamento dell’ospedale peligno. “Purtroppo anche quindici giorni fa dopo aver accusato un lieve malessere mi sono recato al pronto soccorso dell’ospedale civile di Sulmona. Sono arrivato verso le 11.50. Dopo aver fatto il tampone, la misurazione della temperatura, l’elettrocardiogramma, ed il prelievo del sangue mi hanno fatto accomodare in sala di attesa. Alle 13,20 un infermiere mi accompagna per una visita cardiologica. Dopo la visita del chirurgo un ricovero urgente nel reparto utic per monitoraggio. Il giorno vengo spostato nel reparto di cardiologia in attesa del trasferimento a l’Aquila o ad Avezzano per una coronografia. Fin qui tutto normale e bene se non per il fatto che ho notato subito una carenza di personale soprattutto nel pronto soccorso e una mancanza di attrezzature di diagnostica in cardiologia. Come nota positiva la bella struttura nuova. Due giorni di attesa mi comunicano il giorno del trasferimento a l’Aquila e mi fanno il tampone. Purtroppo mezz’ora prima la partenza vengo avvisato che il trasferimento è stato rinviato. Passano ulteriori due giorni mi fanno un nuovo tampone e la comunicazione del trasferimento. Anche questo rinviato per una emergenza nell’ospedale di Sulmona. La mattina di lunedí mi fanno due tamponi e mi comunicano che alle 15.00 mi accompagneranno ad Avezzano. Alle ore 17,15 finalmente mi ritrovo con autoambulanza presso l’ospedale di Avezzano”- denuncia il 75 enne che aggiunge: “non sono un manager ma penso che queste situazioni sono anti economiche e creano molti disservizi alla Sanità Regionale. Dopo una settimana ad Avezzano mi comunicano che sarò trasferito all’ospedale di Chieti o di Teramo per un intervento cardiovascolare. Avevo sentito parlare del declassamento della Sanità nella nostra Provincia ma mai avrei potuto immaginare che il nostro “Centro Abruzzo” fosse allo sbando totale. Dobbiamo fare qualcosa per pretendere il diritto alla salute”. Insomma tutti hanno la sanità e l’ospedale sulla bocca ma le problematiche vere e concrete, frutto di una gestione discutibile, emergono solo in caso di esperienza diretta. Solo la scorsa settimana era balzata alle cronache la notizia della morte di un anziano di Pratola per un infarto, sopraggiunto all’indomani del mancato ricovero per carenza di posti letto. Tutte disavventure, più o meno incredibili, da porre all’attenzione anche degli aspiranti parlamentari oltre che ai vertici regionali e aziendali. Perché non si può continuare a parlare di carenza di risorse umane e posti letto quando un ballo c’è la salute e la vita delle persone.

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