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Ricordando Peppino Impastato

Maria Catalano Fiore

Sono ormai 44 anni che il giornalista, noto per le sue denunce contro “Cosa Nostra”, Giuseppe Impastato (Peppino per tutti) è stato ucciso dalla Mafia prima, dalla giustizia poi.

Suo fratello Giovanni dedica a lui una sua opera: “MIO FRATELLO-tutta la vita con Peppino” un romanzo verità in cui ricostruisce la sua vicenda familiare, nel segno di Peppino.

Martedì 2 agosto 2022 alle ore 21.00 a Rosa Marina (Ostuni).

Il volume verrà introdotto da Vito Plantamura, Presidente dell’Associazione “Angeli senza frontiere” ; parteciperà l’Autore Giovanni Impastato con il quale dialogherà il Giornalista e Direttore periodico “Da Bitonto” Mario Sicolo.

Ma chi era Peppino Impastato (Cinisi-Pa- 5 gennaio 1948-9 maggio 1978).

Sulla sua breve ma intensa vita hanno scritto in tanti, ma la realtà è ben diversa. Giornalista, conduttore radiofonico e attivista politico, ebbe notorietà per le sue denunce contro “Cosa Nostra”, che gli costarono la vita a soli 30 anni.

La sua famiglia è strettamente legata a “Cosa nostra”. Suo padre, suo zio, capomafia del paese, assassinato nel 1963, ovviamente lui si discosta da questo modo di vivere, rompe i rapporti con suo padre, va via di casa ed avvia un’attività politico-culturale di sinistra e antimafia.

intervista a Giovanni Impastato su Tv 2000

Nel 1965 fondò il giornalino “L’idea socialista”. Dal 1968 in poi partecipò alle nuove attività comuniste come Il Manifesto” e “Lotta continua” portando avanti varie lotte.

Nel 1976 costituì il gruppo Musica e Cultura che svolgeva attività culturali (Cineforum, musica, teatro, dibattiti, ecc….) fondò “Radio Aut, radio libera” autofinanziata con cui denunciò i crimini mafiosi dei Cinisi e Terrasini, ma in primo luogo di Gaetano Badalamenti.

Nel 1978, nonostante le intimidazioni, si candidò alle elezioni comunali, ma non fece in tempo a vedere i risultati, fu assassinato a campagna elettorale ancora in Corso, su commissione di Badalamenti il 9 maggio 1978. Il suo omicidio passò in primo momento sottotono poiché nella stessa giornata venne ritrovato il corpo senza vita del Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, ucciso dalle “Brigate Rosse”.

L’epitaffio inciso sulla sua tomba a Cinisi, recita così: ” Giuseppe Impastato- Rivoluzionario e militante comunista-assassinato dalla mafia democristiana”

Da suo fratello minore Giovanni (n.1953) un racconto più umano e meno demagogico di un fratello perso troppo presto. Scrittore ed autore anche del romanzo “Oltre – I cento passi” pubblicato nel 2017 in cui Giovanni fa il punto delle mafie e delle antimafie in Italia.

Dalla bozza di questo libro è stata tratta la sceneggiatura del Film “I Cento Passi” uscito nel 2000, di Marco Tullio Giordana, il ruolo del protagonista è affidato a Totò Lo Cascio.

Una serata, intervista e personaggio da non perdere. Vito Plantamura aspetta tutti a Rosamarina Martedì 2 Agosto alle ore 21.00.

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