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Riconducono la malattia di Ermal Meta al vaccino: diversi dettagli ignorati

Diversi utenti in queste ore ritengono corretto associare la malattia annunciata da Ermal Meta sui social alla somministrazione del vaccino Covid. Come sempre avviene nella galassia NoVax, infatti, problematiche simili imputate a quello che viene da loro definito “siero sperimentale”. Non è certo la prima volta che ci imbattiamo in situazioni di questo tipo, se pensiamo alle parole pronunciate da diverse persone poco dopo la diffusione della notizia inerente il ricovero di Stefano Tacconi. Ne parlammo con un pezzo specifico.

Perché sbaglia chi associa la malattia di Ermal Meta al vaccino

Ci sono diverse ragioni per le quali potremmo smentire chi, in queste ore, associa la malattia di Ermal Meta al vaccino. In primo luogo, come annunciato dal diretto interessato su Instagram, i problemi di salute che lo costringeranno a saltare alcuni impegni, tra i quali quello di Giffoni, riguardano testa e viso. Ad oggi, tra le possibili controindicazioni associabili alla somministrazione del vaccino Covid, non sono mai emerse potenziali problematiche di questo tipo.

Come se non bastassero queste indicazioni, ci sono vecchi articoli che risalgono a quasi sei mesi fa, quando Ermal Meta ha annunciato di aver preso il Covid. Questo, dopo essersi sottoposto a tre dosi di vaccino. Sarebbe quantomeno singolare che ci fosse una reazione alla somministrazione dopo tanto tempo, se pensiamo che le vaccinazioni siano avvenute ancor prima il tampone positivo. Insomma, l’ennesima polemica senza senso che ha ben poco di scientifico, come abbiamo avuto modo di constatare in queste ore.

La malattia di Ermal Meta è del tutto indipendente rispetto al vaccino Covid, sperando che i problemi al viso e alla testa possano essere superati nel più breve tempo possibile dal diretto interessato. Qualora aveste prove a supporto di tesi differenti, come sempre restiamo aperti ad ogni tipo di valutazione in fase di analisi delle fonti.

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ATTENZIONE – L’articolo verrà successivamente completato con un FACT-CHECKING COMPLETO, ma per ora presenta un TAG PROVVISORIO con le informazioni fino ad ora raccolte per bloccare la viralità di eventuali bufale. La metodologia è spiegata nella seguente sezione: https://www.bufale.net/fact-checking-prearticoli

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