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Retroscena sull'omicidio di Alessandra Matteuzzi: indagini rallentate da testimoni in ferie

L’omicidio di Alessandra Matteuzzi poteva essere evitato grazie ai testimoni? Questo è quello che si chiedono tutti, anche perché c’era stata una denuncia per stalking emessa dalla ragazza il 29 luglio nei confronti di Giovanni Padovani, trasformatosi poi in assassino. Ci ha pensato il procuratore Giuseppe Amato, che segue il caso di questo femminicidio di Bologna, a chiarire la questione a riguardo.

Nuovi riscontri sull’omicidio di Alessandra Matteuzzi: indagini fermate da testimoni in ferie

Storia tragica, a distanza di poche settimane dalla bambina morta di stenti a Milano. In primis è stato evidenziato come nessuno potesse effettivamente prevedere quest’esito così tragico, ma i ritardi nelle indagini non sono dovuti alla Procura di Bologna. Non sono stati presi immediatamente provvedimenti contro Giovanni Padovani, nonostante la denuncia per stalking, perché i testimoni erano in ferie.

Il fascicolo sull’uomo era stato immediatamente sottoposto ad indagine, c’era da indagare su una querela per stalking molesto. La macchina della giustizia si era quindi messa in moto immediatamente il giorno successivo alla denuncia da parte di Alessandra Matteuzzi, ma i ritardi sono stati causati da una questione di ferie da parte non di chi doveva indagare, bensì dei testimoni.

In questi casi la giustizia deve provvedere a fare degli accertamenti, a seguito di una denuncia bisogna raccogliere delle prove che attestino effettivamente il reato da parte della persona denunciata. I testimoni sono quindi un elemento importante per il proseguimento delle indagini, ma nel caso della querela da parte di Alessandra Matteuzzi non erano disponibili perché in ferie.

La Procura di Bologna aveva quindi rimandato tutto a fine agosto quando sarebbero stati poi disponibili tali testimoni, secondo Next Quotidiano. Purtroppo però il progetto di Giovanni Padovani era diverso, aveva deciso di uccidere Alessandra Matteuzzi e lo ha fatto prima che potesse effettivamente intervenire la giustizia. Il procuratore Giuseppe Amato quindi ha voluto spegnere subito queste polemiche in cui si evidenziava come la giustizia si fosse mossa in ritardo su un caso che da stalking molesto si è trasformato in femminicidio. Resta il fatto che la questione testimoni aumenti le polemiche sull’omicidio di Alessandra Matteuzzi.

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