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“Responsabile di se stessa”: nomina per oncologia. Ma ospedale in continuo affanno – Onda Tv – Emittente Televisiva

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SULMONA – Non c’è pace per l’ospedale dell’Annunziata di Sulmona che continua a patire la grave carenza di personale nonostante le battaglie di forma portate avanti dalla politica. Il caso surreale riguarda il reparto di oncologia per il quale la Asl, con delibera del Direttore Generale, ha conferito l’incarico di sostituzione del responsabile alla dottoressa, Tiziana Trapasso, che aveva risposto all’avviso pubblico bandito dall’azienda unitamente ad altri tre dirigenti medici. La Trapasso prende le redini di oncologia ed è il nuovo direttore facente funzione sulla carta. A tutti gli effetti. Nella sostanza è la responsabile di se stessa. Nel senso che al momento in servizio c’è solo un altro medico, reclutato a tempo determinato in attesa di stabilizzazione. Due figure che non riescono a gestire la mole di lavoro di oncologia che ha ampliato il suo bacino d’utenza. I pazienti arrivano da Sulmona e circondario, dai piccoli centri dell’Alto Sangro come Opi ma anche da altre zone della Regione Abruzzo. Si tratta di utenza fragile che trova un reparto organizzato ed efficiente, trasferito lo scorso anno nell’ala Bolino, grazie all’encomiabile ed estenuante lavoro degli operatori. Tuttavia il sistema rischia di vacillare, tenendo conto che tali reparti necessitano di continuità, vista la tipologia di pazienti presi in carico. Non se la passa meglio l’ematologia che continua ad operare con un solo medico, diviso in due nosocomi, costretto a razionalizzare sedute e terapie. A rimetterci anche in questo caso sono gli utenti. La lista delle criticità d’altronde è lunga ed ormai nota: agende chiuse per insufficienza di medici in reumatologia, gastroenterologia, doppler e polisonnografia. Test per la ricerca di tubercolosi delocalizzato. Pronto soccorso sotto pressione per assenza di filtro sul territorio. Doppie spole per gli esami fuori sede e il ritiro dei referti. La speranza è che il piano rivisto dalla Regione e finito sotto la lente ministeriale serva a riempire di contenuti il locale nosocomio. Altrimenti la parola magica “primo livello” rischia di qualificare il presidio solo sulla forma. Ma non nella sostanza.

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