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Rdc, patto per il lavoro e corso di studi: sei esonerato?

4‘ di lettura

Patto per il lavoro e corso di studi: Scopriamo insieme in questo articolo come funziona con il reddito di cittadinanza (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Nei prossimi paragrafi approfondiremo nel dettaglio anche cos’è il patto per il lavoro e quali sono tutte le categorie esentate dalla sottoscrizione.

Indice

Patto per il lavoro e corso di studi: sei esonerato?

Prima di parlare del Patto per il lavoro, vediamo nel dettaglio i casi di esonero, anche quelli collegati alla frequentazione di un corso di studio.

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Il patto per il lavoro è un documento obbligatorio che va sottoscritto entro trenta giorni dall’approvazione della domanda di incentivo. Non tutti i beneficiari del reddito di cittadinanza sono obbligati a firmare questo incartamento. In particolare ne sono esonerati coloro che:

  • devono occuparsi della cura di un bambino minore di tre anni;
  • devono occupari di un disabile grave o comunque un soggetto non autosufficiente, a carico del nucleo familiare del beneficiario => solo una persona del nucleo familiare può ottenere l’esonero, non due: solo una persona che si prende cura del soggetto disabile/non autosufficiente ha diritto all’esonero. Gli altri membri della famiglia eventualmente tenuti agli obblighi connessi al RdC, non sono esonerati;
  • frequentano un corso di formazione oppure un tirocinio formativo o un tirocinio di inclusione;
  • sono titolari di una Pensione di Cittadinanza, pensione diretta, o hanno comunque un’età superiore ai 65 anni;
  • sono disabili;
  • hanno motivi di salute tali da impedire di seguire il percorso legato all’inserimento nel mondo del lavoro con il reddito di cittadinanza (questi motivi devono essere documentati da medici ed esperti del settore);
  • sono ricoverati in strutture residenziali a carico dello Stato;
  • svolgono lavoro da dipendenti per almeno 20 o 25 ore settimanali;
  • svolgono un lavoro autonomo di minimo 20 o 25 ore settimanali.

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Oltre alle pensioni da 2100 euro tagliate per 2 anni, sulla Legge di Bilancio 2023 leggi anche:

Patto per il lavoro e corso di studi: che si intende per corso di formazione?

Abbiamo visto nel paragrafo precedente come chi frequenta un corso di formazione, un tirocinio formativo o di inclusione, è esonerato dalla sottoscrizione del patto per il lavoro.

Non sei obbligato a sottoscrivere il patto per il lavoro e corso di studi se sei iscritto a uno dei seguenti percorsi:

  • una scuola secondaria superiore di secondo grado (licei, Istituti tecnici, Istituti professionali, Istituti d’arte, Istituti magistrali);
  • un corso di istruzione e formazione;
  • un istituto professionale o istruzione e formazione tecnica superiore (IeFP, IFTS);
  • un corso di istruzione terziaria (laurea, ITS);
  • un corso di specializzazione o di dottorato.
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Patto per il lavoro e corso di studi: cos’è e come funziona

Il Patto per il lavoro è un documento che contiene tutte le informazioni del beneficiario del reddito di cittadinanza collegate a un suo possibile impiego nel mondo del lavoro.

All’interno di questi incartamenti, sono presenti tutte le informazioni in merito alle tue eventuali vecchie esperienze di lavoro, specializzazioni e studi affrontati negli anni.

L’obiettivo del patto per il lavoro e costruire nei database dei centri per l’impiego il tuo profilo lavorativo per permettere alle aziende di chiamarti in caso di necessità.

La sottoscrizione del patto per il lavoro è obbligatoria per tutti, tranne che per chi rientra nella categoria degli esenti. Ricorda che, all’atto della convocazione da parte del centro per l’impiego, anche se rientri nel gruppo di chi non deve firmarlo per forza devi presentarti all’appuntamento.

In quella sede poi dovrai dimostrare di essere esente tramite apposite certificazioni. Se invece sei impossibilitato a presenziare all’incontro fissato dal centro per l’impiego, dovrai darne comunicazione entro le ventiquattro ore successive all’ora e al giorno dell’appunamento.

Tuttavia dovrai fornire anche delle valide motivazioni verificabili come malattia, gravidanza, lutto, impossibilità di movimento e similari.

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