Nel numero di settembre di CulturaIdentità in edicola dal 2 settembre e dedicato ai 90 anni della Mostra del Cinema di Venezia l’imperdibile intervista di Fabio Dragoni a Pietrangelo Buttafuoco e l’intervento di Maria Giovanna Maglie sul conformismo degli artisti italiani di sinistra. Non è vero che la Destra non produce cultura, vedi giganti come Pietro Germi, Giuseppe Berto, Mario Praz, Montanelli con Il Giornale e le sue pagine culturali, per non parlare di artisti incollocabili come Giorgio Gaber: “Giorgio era proprio uno di testa libera […]. Piuttosto viene da domandarsi se esista un pubblico non di sinistra. Il lettore e lo spettatore di destra forse non esistono”.

Oggi invece gli artisti sono “i guardiani dell’immensa fureria del conformismo e dell’obbedienza” (Buttafuoco) nel salotto di Fazio: come scrive la Maglie nel suo intervento per CulturaIdentità, oggi “il Partito dello Spettacolo è schierato con un unico manuale Cencelli su come comportarsi, che film girare e occupa tutti gli spazi della cultura”, con gli artisti che fanno gli agit prop della sinistra, vedi Loredana Bertè, vedi Elodie, vedi i Maneskin, tutti allineati, tranne poche e faticose eccezioni, al pensiero unico dominante.

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