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Puglia, «Treni Sud-Est, nessuna truffa»

L’ex n. 1 Fiorillo: «Tutto in regola». Ma la Procura: per le carrozze d’oro reati prescritti

16 Novembre 2022

Massimiliano Scagliarini

BARI – L’operazione con cui nel 2006 Ferrovie Sud-Est acquistò 25 carrozze di seconda mano, poi ristrutturate spendendo 22 milioni, «è stata perfettamente legittima, e nonostante si sia scritto di tutto nessuno ha mai neanche ipotizzato che ci sia stato un interesse personale da parte di chi lo ha fatto». Lo ha detto l’avvocato Federico Massa, difensore dell’allora numero uno Luigi Fiorillo, imputato insieme ad altre quattro persone per una presunta truffa aggravata alla Regione.

A 10 anni dai fatti la Procura di Bari ha dovuto chiedere che il processo si concluda con la dichiarazione di prescrizione degli ultimi reati rimasti a carico di Fiorillo, dell’ex responsabile tecnico di Fse, Nicola Alfonso, di Giuseppe Fiaccadori della Railconsulting, di Marco Mazzocchi e Carlo Beltramelli, rispettivamente rappresentante legale e procuratore speciale della società polacca Varsa di Varsavia, oltre che nei confronti della stessa Sud-Est. Ma ieri, davanti al giudice monocratico Laura Calzolaro, le difese hanno chiesto l’assoluzione nel merito o – in alternativa – la revoca dell’ordinanza con cui il Tribunale ha escluso l’acquisizione dei loro mezzi di prova: la tesi è infatti che l’acquisto e la ristrutturazione di quelle carrozze, mai utilizzate e infine rottamate (per questo ribattezzate «treni d’oro»), avvenne a prezzi di mercato e rispettando una serie di complesse normative. «Non dimentichiamo – ha aggiunto Massa – che ci furono almeno 4 o 5 visite di una commissione ministeriale durante le operazioni di revamping, senza il cui parere positivo l’acquisto non si poteva perfezionare»…

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