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Puglia, la frontiera è l’eolico in mare

Tre progetti della Hope: l’ultimo è davanti a Vieste. E Falck punta sul Salento. I parchi proposti dalla startup barese richiederanno 2,5-5 miliardi di euro l’uno

06 Settembre 2022

Massimiliano Scagliarini

L’idea è che l’installazione in Adriatico, lontano dalla costa, di impianti eolici galleggianti di nuova generazione, possa produrre tutta l’energia necessaria al fabbisogno dell’intero Mezzogiorno. Progetti avveniristici che richiederanno anni tra studio e costruzione, oltre che finanziamenti nell’ordine dei miliardi di euro. Ma la corsa è già cominciata e coinvolge numerosi player di livello internazionale. Ed in questo senso va letta l’iniziativa della Hope, startup milanese con radici pugliesi, che mira a ottenere l’autorizzazione per tre parchi in grado di produrre, complessivamente, quasi 10 milioni di megawattora l’anno.

Nei giorni scorsi è stata pubblicata la domanda per ottenere la concessione demaniale di quasi 400 ettari di spazio di mare al largo di Vieste, dove dovrebbe sorgere il parco «Nemetun Island»: 80 aerogeneratori galleggianti da 1,5 megawatt di potenza l’uno, piazzati a 51 km dalla costa in un’area poco battuta dalle rotte marittime che solcano l’Adriatico.

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