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“Protesta dei mastelli” e possibile class action. Sale la tensione nel quartiere degli incendi

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Una class action per chiedere il risarcimento dei danni patiti per i numerosi atti incendiari e una possibile protesta e “occupazione” del quartiere per il mancato contrasto al degrado urbano. Sale la tensione nel quartiere degli incendi, il cosiddetto trilatero della cronaca che ora alza la voce e accelera sul lungo elenco di richieste, da recapitare a Ater e Comune, per mitigare il fenomeno. Nella mattinata di ieri è stata protocollata la petizione-diffida, con quasi 200 firme in calce, negli uffici comunali di Palazzo San Francesco. Ma la “sorpresa” dell’ultimo minuto riguarda l’intimazione nonchè la minaccia di occupare il quartiere con i mastelli della raccolta differenziata. “Dal primo incontro sono trascorsi già dieci giorni e nulla è stato fatto. Ad avvenuto protocollo daremo tre ulteriori giorni per intervenire con il Cogesa, aree giardini ed illuminazione, trascorsi i quali adotteremo risoluzioni urgenti nel tirare fuori risulte e mastelli, trasferendo tutto sulla sede stradale”- avvertono i residenti che hanno tentato anche di consegnare copia della petizione al sindaco, senza esito. Il riferimento ai mastelli avvolti dalle fiamme lo scorso 2 luglio dopo l’incendio dolosi ai danni di una Fiat Cinquecento. Da quel giorno risultano inutilizzabili come pure la pubblica illuminazione scarseggia nel quartiere balzato alle cronache. Da qui l’ultimatum riguardante gli interventi da realizzare a stretto giro. “Stiamo valutando anche di costituirci parte civile contro l’ente tramite una class action di avvocati. Perchè i nostri danni devono essere risarciti”- osserva il portavoce, Alessandro Ferrini. Con la petizione si diffidano Ater e Comune ad intervenire ciascuno per la propria competenza tramite pulizia dell’area posteriore dove solo collocati i pini ad alto fusto, agibilità dei parcheggi intorno al fabbricato, posizionamento delle bocchette antincendio a tutti i fabbricati nonchè le barriere frangineve per l’inverno, messa in funzione delle telecamere di videosorveglianza la cui collocazione e ricognizione è demandata alla Polizia Locale, come convenuto ieri, per non “scontentare” nessuno. Dal quartiere non hanno intenzione alcuna di attendere un giorno in più dal momento che fenomeni di micro criminalità vanno avanti, in maniera sistematica ed abituale, da circa dodici anni.

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