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Più guerra meno pace, Biden, Macron e il governo Meloni tirano dritto: armi a Kiev e resa di Putin – Il Riformista

Altro che negoziati: morte e crisi non vanno fermate

Redazione — 1 Dicembre 2022

Più guerra meno pace, Biden, Macron e il governo Meloni tirano dritto: armi a Kiev e resa di Putin

La guerra va avanti. Chi aveva creduto all’intensificarsi delle negoziazioni per porre fine a un conflitto che va avanti da quasi 10 mesi, dovrà ricredersi. Macron e Biden tirano dritto per il sostegno all’Ucraina, il governo Meloni ha approvato il cosiddetto decreto Nato per continuare a inviare armi a Kiev per tutto il 2023 (cioè per altri 365 giorni!). Insomma nonostante i morti sul campo, nonostante la crisi del gas, nonostante il caro bollette e il caro prezzi in generale, l’Occidente continua a volere il conflitto in Ucraina senza se e senza ma.

A ribadirlo, seppur tra le righe e con un pizzico di diplomazia, è lo stesso Joe Biden nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente francese Emmanuel Macron, in visita istituzionale a Washington.  “Non ho piani immediati per contattare Putin”, ha spiegato Biden rispondendo alle domande dei giornalisti. Ma “sono pronto a parlare con Putin se c’è un interesse da parte sua a mettere fine alla guerra. In questo caso, sarei felice di sedermi al tavolo“. Nel frattempo, “è assolutamente fondamentale sostenere gli ucraini”, perché “l’idea che Putin sconfigga l’Ucraina è inconcepibile”.

Quindi o resa incondizionata di Mosca o la guerra va avanti. Nessun tentativo di trattativa con il presidente russo che, dal canto suo, non ha intenzione di restituire all’Ucraina i territori conquistati in questi mesi.

“Siamo ancora una volta fratelli in armi”, ha detto il presidente francese Macron. La Francia è il nostro “più antico” alleato e un “partner incrollabile nella causa della libertà”, ha replicato il presidente Usa, equiparando l’attuale alleanza anti russa a quella che nel corso della Storia ha visto tante volte, fianco a fianco, Stati Uniti e Francia che si danno appuntamento a Parigi per il 13 dicembre in occasione di una conferenza internazionale per  tornare a dialogare e provare (ma ci credono davvero?) a mettere fine al conflitto ucraino.

Nella nota congiunta, diffusa al termine del colloquio tra i due presidenti nello Studio Ovale della Casa Bianca, è stato ribadito il “continuo sostegno alla difesa da parte dell’Ucraina della sua sovranità e integrità territoriale, compresa la fornitura di assistenza politica, militare, umanitaria ed economica per tutto il tempo che sarà necessario”. Un concetto poi ripetuto nella conferenza stampa congiunta, dove Macron ha riferito che Stati Uniti e Francia “lavorano in stretta collaborazione col presidente Zelensky” per il “piano di pace in 10 punti che ha proposto”. Piano definito dal Cremlino “irrealistico“.

Macron ha chiarito inoltre che nessuno “ha mai chiesto agli ucraini di accettare un compromesso per loro inaccettabile”. Stesso pensiero di Biden. “C’è un solo modo perché la guerra finisca, ed è che Putin si ritiri, ma non vuole farlo“.

Intanto l’Italia continuerà a inviare armi a Zelensky. Dopo il via libera della Camera, il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto decreto Nato, per prorogare “fino al 31 dicembre 2023” e “previo atto di indirizzo delle Camere”, il provvedimento già introdotto dopo l’inizio della guerra dal governo Draghi (in scadenza a fine 2022).

Con la fornitura dei missili Skyguard-Aspide, l’Italia garantirebbe un’arma dall’elevata mobilità tattica, anche se di vecchia generazione: si tratta di un sistema missilistico terra-aria a corta portata contro la minaccia aerea condotta alle basse e bassissime quote. Potrebbe invece essere soltanto rinviata la fornitura a Kiev del sistema ‘Samp/T‘, un’ipotesi che era stata presa in considerazione e che, almeno per ora, sembra allontanarsi a causa di problemi tecnici nel comune programma di difesa missilistica portato avanti assieme alla Francia.

Redazione

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