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Perché la Tanzania può resistere alla recessione globale




Roma, 12 nov – La situazione economica internazionale non è certo favorevole per i Paesi in via di sviluppo visto che il dollaro forte, l’inflazione alle stelle e i tassi di interesse elevati creano le condizioni per una crisi finanziaria che rischia di colpire in ogni momento le nazioni più deboli. Sarebbe quindi facile essere pessimisti, tuttavia vi sono Paesi africani emergenti incredibilmente preparati ad affrontare questa situazione. Uno di questi è la Tanzania, che può disporre di buone fondamenta economiche che la rendono meno vulnerabile ai sommovimenti internazionali.

Recessione globale? La Tanzania può tenere botta

Secondo gli economisti della Banca Mondiale, la Tanzania può evitare il rischio di una recessione e di una crisi finanziaria grazie a tassi di inflazione più bassi rispetto ad altri Paesi africani, cospicue riserve di valuta pregiata, politiche fiscali e monetarie coordinate, nonché una buona gestione dell’economia. Molte nazioni del continente nero sono in crisi anche perché hanno un elevato deficit fiscale e basse riserve di valuta estera, ma non è il caso della Tanzania visto che le sue riserve valutarie possono coprire importazioni per cinque mesi.

Un altro fattore che gioca a favore della Tanzania è la sua costante crescita economica che per il Fondo Monetario quest’anno dovrebbe essere del 4,9% e che nel 2024 dovrebbe salire al 5,8%. Altri elementi favorevoli sono il basso debito estero che non supera il 30% del Pil e un sistema bancario e finanziario solido. Anche per gli economisti della Banca Mondiale in caso di recessione globale la Tanzania avrebbe tutti gli strumenti per gestirla al meglio grazie all’autosufficienza alimentare, fonti diversificate di valuta straniera e basso debito estero.

Giuseppe De Santis

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