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Pace fiscale 2023: cosa non pago in pratica

4‘ di lettura

Cosa non pagare con la pace fiscale 2023. Scopriamo in questo articolo quali sono le tasse che dovrai pagare e quali potrai non saldare con la prossima legge di bilancio (scopri le ultime notizie sul fisco e sulle tasse e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Nei prossimi paragrafi approfondiremo nel dettaglio anche come funzionerà la rottamazione delle cartelle esattoriali in base all’importo del debito.

Indice

Cosa non pagare con la pace fiscale 2023: le varie tasse

Entriamo subito nel vivo di questo articolo e rispondiamo alla domanda principale: cosa non pagare con la pace fiscale 2023?

Non ci sono tasse che non dovranno essere pagate a priori rispetto ad altre.

La pace fiscale 2023 dipende principalmente dagli importi dei debiti maturati dai contribuenti e non da altri fattori.

È importante sottolineare che tutte le agevolazioni e i benefici che lo Stato ha deciso di applicare ai debitori, riguardano qualsiasi tipo di tassa che è stata evasa in questi anni col fisco.

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Cosa non pagare con la pace fiscale 2023: le cartelle esattoriali fino a mille euro

Come hai potuto leggere in questo nostro articolo, la pace fiscale 2023 consentirà ai contribuenti italiani di non pagare i debiti inferiori ai mille euro.

Salvo stravolgimenti in fase di approvazione della legge di bilancio, infatti, il piano del governo prevede la rottamazione di tutte le cartelle esattoriali fino a mille euro notificate dal 2000 fino al 2015.

L’obiettivo del governo è estinguere i tanti debiti pendenti di piccola entità e abbassare così il tasso nazionale di evasione fiscale.

Lo stralcio avverrà entro il 31 gennaio prossimo mentre le posizioni dei vari debitori che beneficieranno di questa misura, saranno regolarizzate entro giugno 2023.

Ricorda che, è importante che il debito da rottamare risulti tale al 1° gennaio 2023. Tutto ciò che verrà quantificato successivamente, non sarà possibile farlo rientrare in questa rottamazione finanziata con la pace fiscale 2023.

Cosa non pagare con la pace fiscale 2023: le cartelle esattoriali oltre i mille euro

Per le cartelle esattoriali oltre i mille euro il discorso è diverso. Il governo Meloni non ha infatti previsto una rottamazione o una riduzione del debito.

Tuttavia i cittadini debitori potranno accedere a degli ottimi piani di rateizzazione del debito e di compressione delle sanzioni.

Pace fiscale 2023: cosa non pago in pratica
Pace fiscale 2023: cosa non pago in pratica

Cosa non pagare con la pace fiscale 2023: le sanzioni compresse

Come dicevamo, dal 1° gennaio 2023, entrerà in vigore il nuovo piano di sanzioni compresse per coloro che sono in debito con il fisco italiano.

In particolare, scende dal 10 al 3% la sanzione amministrativa che viene applicata per chi non ha pagato le tasse del 2019, 2020 o del 2021 e gli sono già state contestate.

Nel caso in cui, invece, il debitore sia consapevole di non aver pagato le imposte, ma non ha ancora ricevuto una comunicazione o un avviso di pagamento formale da parte dell’agenzia delle entrate riscossione o da parte di altri enti preposti, può comunque pagare le imposte. In questo caso la sanzione sarà pari a 1/18 del minimo applicabile.

Gli interessi e gli oneri di riscossione invece, almeno per il momento, rimarranno gli stessi previsti dalla norma.

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