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Ogni 5 giorni un suicidio tra le Forze dell'Ordine | CulturaIdentità

Foto di Barbara Bonanno da Pixabay

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Sono 45 dall’inizio dell’anno i suicidi tra uomini e donne in uniforme. Un dato allarmante, un fenomeno di cui non si parla abbastanza. Anzi, su cui sembra essere calata una coltre di fumo.

Ma sulle cause di questa escalation, è l’ultimo di questa drammatica serie che ci ha lasciato in eredità una chiave di lettura su cui riflettere.

Domenica scorsa è toccato ad un Maresciallo della Guardia di Finanza la scelta folle di togliersi la vita con la pistola d’ordinanza, dopo un drammatico quanto lucido annuncio alla stampa. Una mail inviata ad una testata giornalistica locale, una decisa spiegazione sulle ragioni che lo hanno indotto a questo gesto estremo: “preciso che questo mio gesto è legato esclusivamente alle vicende lavorative”, esordisce nel suo comunicato. Quali vicende?

Nella guardia di Finanza c’è una tensione altissima. La gerarchia vuole che agli occhi dell’opinione pubblica l’immagine del corpo appaia perfetta, senza interessarsi minimamente del personale”, continua il sottufficiale. E prosegue: “sono stato impiegato per più di 25 anni in sala operativa prendendo una specializzazione e diverse qualifiche necessarie per poter operare in settori di servizio specifici ed ora, dopo aver ottenuto il trasferimento a Viterbo (dopo quasi 29 anni di servizio ed innumerevoli domande presentate) sono stato destinato ad un settore di servizio completamente diverso, che non ho mai fatto… questo nuovo impiego a cui sarò destinato ha suscitato in me una forte tensione emotiva dovuta anche allo stress che ho accumulato nel corso degli anni di servizio poiché sono stato impiegato anche in turni di 12/18 ore continuative o senza rispettare l’intervallo tra un turno e l’altro che deve essere di 11 ore”. E conclude: “ai miei funerali non voglio che ci sia la rappresentanza della Guardia di Finanza ma solo gli amici in abiti civili, che ho conosciuto nel corso degli anni travagliati trascorsi nel corpo”.

Parole scolpite ed al tempo stesso urlate ma che non hanno avuto alcun eco, anzi soffocate da un silenzio che potremmo definire assordante. Prima di lui nel solo mese di Agosto 2022 si sono tolti la vita un appuntato scelto della Guardia di Finanza di 49 anni, ancora una volta con un colpo di pistola d’ordinanza, un assistente capo della Polizia di Stato anch’egli di 49 anni, un assistente capo coordinatore di 50 anni della Polizia di Stato, anche in questo caso con un colpo di pistola alla testa, un assistente della Polizia di Stato di 37 anni con un colpo di pistola d’ordinanza, una marescialla capo dell’Arma dei Carabinieri di 37 anni che si è tolta la vita impiccandosi in un alloggio di servizio, a cui si aggiunge un tentativo di suicidio da parte di un agente di Polizia Penitenziaria di cui si sconosce l’età.

Il triste record, fino allo scorso anno detenuto dalla benemerita, quest’anno sembra appartenere alla polizia di Stato con 15 suicidi, seguita dall’Arma dei Carabinieri con 9 e dalla Guardia di Finanza con 6. Quarantacinque urla di dolore inascoltato.

Secondo l’Osservatorio Suicidi in Divisa nel 2021 sono stati segnalati 57 casi, tra cui il triste record spetta, come si è detto, all’Arma dei Carabinieri con 23 militari, seguita dalla Polizia di Stato con 8 casi e 5 casi della Guardia di Finanza. Nel 2020 il trend è stato in decrescita con 51 casi tra questi 15 nell’Arma dei Carabinieri, 9 nella Polizia di Stato e 6 nella Guardia di Finanza. Nel 2019 sono stati addirittura 69 i casi totali di suicidio un andamento che in termini percentuale sembrerebbe di gran lunga superiore a quello della popolazione civile e senza dubbio a qualunque altra categoria professionale.

In media ogni 5 giorni un appartenente alle Forze dell’Ordine si toglie la vita, ma il numero potrebbe essere addirittura superiore poiché non tutti i casi vengono segnalati e resi noti, spesso per espressa quanto comprensibile volontà delle famiglie.

Si tratta di numeri da capogiro che impongono delle riflessioni sulle cause che sono, sì in parte di natura soggettiva, ma che non possono non essere sintomatiche di un malessere più generale degli uomini e donne in divisa come traspare dalla denuncia dell’ultima vittima.

E’ senza dubbio giunto il momento di un serio ed attento monitoraggio del fenomeno e delle sue cause, al fine di individuare misure immediate ed efficaci per porre fine a questo drammatico trend che oramai inesorabilmente coinvolge le nostre forze dell’Ordine. E per questo motivo che nello scorso giugno è stato istituito un tavolo tecnico composto dalle principali e più rappresentative sigle sindacali della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, dell’Arma dei Carabinieri e delle altre Forze Armate, proprio con l’obiettivo di approfondire il fenomeno attraverso una analisi tecnica e multidisciplinare. I risultati saranno consegnati alle Istituzioni preposte con una serie di proposte condivise.

La lucida testimonianza del Maresciallo di Pistoia, ultimo protagonista di questa lunga e dolorosa scia di suicidi, ci lascia una preziosa quanto drammatica eredità, un elemento su cui avviare una seria e profonda riflessione, affinché questi drammi individuali non siano più solo numeri e pratiche da infilare nel calderone di una triste conta annuale.

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