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Nuovi risvolti sugli audio di Gianluca Vacchi: tra tribunale e richieste degli utenti ad Amazon

Non si mette bene per Gianluca Vacchi, dopo la diffusione di alcuni messaggi audio che avrebbero evidenziato i suoi modi poco ortodossi verso il personale che lavora e lavorava a casa sua. Rispetto a quanto riportato alcuni giorni fa, effettivamente ci sono delle cose da aggiungere, considerando il fatto che l’iniziativa di Repubblica (la fonte che ha reso pubblici i documenti in questione) pare aver avuto conseguenze non particolarmente positive per il noto influnecer dai modi stravaganti con le colf.

Cosa succede dopo la diffusione degli audio di Gianluca Vacchi: occhio ad Amazon Prime Video

In primo luogo, secondo quanto riportato da Qui Finanza, pare che la vicenda finirà in tribunale. Resta da capire se la questione resterà circoscritta al denaro che lo stesso Gianluca Vacchi pare debba ad ex dipendenti, in riferimento al TFR e forse ad ore di straordinari mai pagate, oppure se l’accusa verrà estesa anche ad altre questione. E qui, per forza di cose, ci si ricollega potenzialmente al contenuto dei suddetti messaggi audio. Con le presunte richieste di balletti ed altre attività necessarie per i post social del diretto interessato.

Un altro elemento da prendere in considerazione in queste ore, a detta di Fanpage, riguarda la richiesta degli utenti abbonati ad Amazon Prime Video. Il contenuto dei messaggi audio, con le parole pronunciate da Gianluca Vacchi, avrebbe irritato non poco l’utenza iscritta al servizio. In particolare, si parla di messaggi coi quali viene richiesto il ritiro della docu-serie “Mucho Màs” tutta incentrata sulla sua vita.

Difficile prevedere cosa avverrà in tribunale e con Amazon Prime Video. Di sicuro, i messaggi audio di Gianluca Vacchi hanno lasciato strascichi importanti e allo stato attuale la sensazione è che ci sia stato soprattutto un danno di immagine per lui. Vi terremo aggiornati appena ne sapremo di più sotto questo punto di vista.

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