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Non tutti pensano che la Siria sia terra di conquista…

Non bisogna essere fini geopolitici per notare una triste atteggiamento della Comunità internazionale rispetto agli episodi che si verificano periodicamente in Medio-Oriente. Qualsiasi cosa accada è sempre uno scontro tra buoni e cattivi, dove i buoni sono sempre quelli e di conseguenza lo stesso vale per i cattivi. La cosa forse peggiore è che ogni volta che accade qualcosa, la notizia ha scalpore finché i “buoni” hanno interesse che lo abbia. Facciamo un esempio pratico: scrivete su Google (si cita il principale motore di ricerca per questioni di praticità) “guerra Israele Palestina”, tolta una notizia utile solo al clickbait, la notizia più recente è di 3 settimane fa.

Situazione analoga è quella siriana. Ma qui la cosa si fa più raffinata, si parla di Siria solo per attaccarla e le notizie in merito alle recenti elezioni vinte da Assad con il 95% dei consensi vengono taciute, anzi si parla, come detto sopra, solo del fatto che sarebbero state elezioni farsa. Ma nessuno si domanda che senso abbia falsare delle elezioni portando il consenso al 95%. Ma non tutti sono d’accordo sulla linea dettata dal nostro Grande Alleato d’Oltreoceano.

Non tutti ritengono la Siria terra di conquista, ma la reputano una frontiera da difendere, salvaguardare e soprattutto sostenere, anche se a distanza. E questo accadrà sabato 12/06 alle ore 20.30 sui canali social dell’Associazione Casaggì Modena – Terra dei Padri e sulla Piattaforma on line delle altre comunità che compongono il sodalizio eurasiatista.

L’orario sembra particolare, ma è perché in Siria esistono fasce orarie ridotte in cui si può accedere alle linee internet e alle 20.30 sarà possibile ascoltare la conferenza “Il grido di dolore dalla Siria”. Direttamente dal teatro di guerra siriano, sentiremo le parole di Issakhalil Al-Mujair, vicevescovo cristiano di Tartous, con buona pace di coloro che parlano di identità cristiana da difendere ma poi sventolano le bandiere che quell’identità cercano di cancellare. Interverrà anche Ali Ramadan, religioso della comunità alaouita e Ouday Ramadan che farà da interprete.

Invitiamo tutti a fermarsi un attimo a sentire, è un’occasione unica. Sarà disponibile in differita sempre su Facebook e anche su YouTube

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