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Nega la sparatoria di Sandy Hook, condannato Alex Jones

Nega la sparatoria di Sandy Hook e viene condannato a risarcire oltre 45 milioni di dollari: questa la sorte toccata ad Alex Jones, conduttore radiofonico, personalità della Rete e teorico di diverse teorie del complotto.

Teorie perlopiù legate alla cospirazione di QAnon ed all’universo alt-right, l’estrema destra militante americana.

Non è stato abbracciare l’infondata teoria del “Grande Reset”, secondo cui a suo dire i “Poteri Forti” avrebbero cospirato con guerre, pandemie, terrorismo e “sofisticate tecniche di sorveglianza” per prendere il controllo dell’Umanità creando un “Nuovo Ordine Mondiale” a costargli la condanna, ma aver negato la sparatoria di Sandy Hook.

Teoria questa che già in passato abbiamo visto abbracciata da diversi teorici del complotto del “Deep State” e del “Grande Reset”.

Secondo tali teorie infatti diverse sparatorie, tra cui Sandy Hook, erano in realtà delle “false flag”.

Il negazionismo di Sandy Hook e delle sparatorie

Alex Jones si pose in quell’occasione sul solco di una diffusa teoria cospiratoria. La teoria per cui da Sandy Hook al Bataclan, da Orlando a Las Vegas passando per Denver e Boston, insomma tutti gli attentati degli ultimi anni sono “false flag”.

Dove per “false flag” si intende finzioni orchestrate dai poteri forti che avrebbero pagato finti attentatori (per poi simulare la loro morte o la loro reclusione per condurli in un luogo sicuro), finti cadaveri, finti poliziotti e tutto il necessario per inscenare eventi traumatici e consentire ai “Poteri Forti” di richiedere il monopolio della forza e/o imporre leggi liberticide.

Il corollario atroce di tutte queste teorie del complotto è che se dichiari che i morti sono fasulli, dichiari che anche i loro genitori, figli e altre persone affrante stanno mentendo perché “pagate dai poteri forti”.

Persone che a questo punto possono anche risentirsi. E talora resistono in tribunale.

Nega la sparatoria di Sandy Hook, condannato Alex Jones

Alex Jones secondo il tribunale è colpevole di aver dichiarato la sparatoria di Sandy Hook una di queste “false flag”.

Ad una iniziale e rocambolesca condanna per 4 milioni di dollari se ne è così aggiunta una per 45 milioni, per un totale che si avvicina ai 50 milioni.

Un mero errore nella prima causa ha infatti rilevato e confermato la teoria, emersa con più forza nella successiva che in realtà nonostante Alex Jones fosse stato provato economicamente dal fallimento della sua holding e fiaccato dalla demonetizzazione e chiusura dei suoi canali social avesse ancora abbastanza esposizione monetaria per dovere ai parenti delle vittime di Sandy Hook un risarcimento milionario.

“In primo luogo vi chiediamo di punire Alex Jones. In secondo luogo di dissuaderlo dal ripetere simili atti orribili ancora nei confronti di altre famiglie e altre persone, e dissuadere chiunque voglia seguire la sua china”, ha dichiarato uno degli avvocati di una delle famiglie coinvolte, confermando le proprietà di Jones e chiedendo “un ammontare che gli sia di punizione e assicuri che non ci riprovi in futuro”.

Alla fine siamo a 50 milioni.

Ammontare che sia di monito a tutti in negazionisti che seguono la sua china.

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