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Missili russi sulla Polonia. Varsavia potrebbe attivare la Nato

Due missili russi potrebbero aver colpito la cittadina polacca di Przewodów, facendo due vittime. Se confermato, si tratterebbe di un colpo (anche se accidentale) diretto al territorio di un Paese Nato. Ora la Polonia potrebbe richiedere l’attivazione della Difesa collettiva atlantica in base all’articolo 5 della Nato

Due missili sospettati di essere stati lanciati dalle forze russe sono atterrati nella polacca di confine Przewodów, uccidendo due persone. È quanto sembra essere accaduto in queste ore lungo il confine sudorientale della Polonia. Il presidente del Consiglio del Paese, Mateusz Morawiecki, ha convocato d’urgenza il Comitato del Consiglio dei Ministri per la sicurezza nazionale e gli affari di Difesa, composto dai capi dei ministeri della Difesa, degli Interni, della Giustizia e degli Esteri e dal coordinatore dei servizi di Intelligence deputato a preparare e coordinare le decisioni in materia di sicurezza nazionale e difesa. Una decisione dovuta, orientata ad avere innanzitutto conferma dell’accaduto e predisporre le contromisure.

Se venisse confermato, sarebbe un evento di enorme portata, trattandosi – anche nell’ipotesi di un incidente – di un colpo inflitto direttamente contro uno Stato membro della Nato e dell’Unione europea. La risposta più probabile, infatti, sarebbe l’attivazione da parte di Varsavia dell’articolo 5 del Trattato atlantico, invocando la difesa collettiva degli altri Paesi Nato. Se attivato, si tratterebbe della prima attivazione dell’articolo in risposta a un attacco convenzionale portato da Mosca, un evento solo immaginato (e temuto) nel corso della Guerra fredda.

Anche in questo caso, tuttavia, l’attivazione dell’articolo 5 non si traduce automaticamente nell’utilizzo di una risposta militare contro la minaccia identificata, quanto piuttosto l’impiego di tutte “le azioni ritenute necessarie, incluso l’uso delle forze armate” da parte di tutti i Paesi alleati. L’attivazione dell’articolo 5, dunque, non segna di per sé l’inizio di una escalation, potenzialmente atomica, del conflitto, quanto piuttosto la messa in campo di tutte le capacità complessive dell’Alleanza per rispondere al potenziale attacco portato contro uno degli alleati.

L’ipotesi principale è che si sia trattato di un incidente dovuto ai bombardamenti russi contro la città ucraina di Leopoli, a pochi chilometri di distanza dal confine polacco. L’escalation di bombardamenti lanciata da Mosca nelle ultime ore, proprio mentre si svolgeva il G20 a Bali, ha visto le forze russe colpire città e impianti energetici in tutta l’Ucraina, causando diffuse interruzioni di corrente in quella che, secondo Kyiv, è stata la più pesante ondata di attacchi missilistici in quasi nove mesi di guerra.

Il Pentagono ha immediatamente tenuto un punto stampa nel quale il generale Patrick Ryder ha riferito sul caso, sottolineando come il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ancora non ha informazioni a sufficienza per confermare la notizia, ma è coinvolta nelle indagini per approfondire la questione. Sulla questione, se i report fossero veri, l’intenzione degli Stati Uniti “è chiarissima, difenderemo ogni centimetro di territorio Nato”.

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