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Migranti lasciati per ultimi, l’emergenza nazionale che non interessa a nessun partito

Esattamente come in argomento di giustizia, lì dove si registrano singoli meriti di impegno e militanza di questo o quell’esponente politico, ma senza che la questione formi l’oggetto centrale dell’azione di nessun partito, così è a proposito dei diritti degli immigrati. Tanti, e lodevolmente, vi si dedicano, ma nessuna forza politica ha, si scusi il bisticcio, la forza di dire che siccome gli immigrati sono bisognosi, forse i più bisognosi, e deboli, forse i più deboli, bisognerebbe occuparsi innanzitutto di loro. L’apoftegma “prima gli italiani”, giustamente rimproverato agli esponenti della tradizione Ruspa&Rosario, trova un riscontro non dichiarato ma dopotutto equipollente nella pratica con cui gli immigrati sono lasciati puntualmente secondi, anzi inesorabilmente ultimi: e davvero non solo per responsabilità di chi urla quello slogan sostanzialmente razzista.

Nessuno nega che sia difficile ed elettoralmente improduttivo, anzi controproducente, dire questa verità e intestarsi il progetto, o anche solo il desiderio, di cambiarla: ma verità resta, perché nel Paese che approvò le leggi razziali si assiste, giusto qualche decennio dopo, a trattamenti che certamente non hanno quella asettica ferocia discriminatoria ma si risolvono in ogni caso in afflizioni e segregazioni classiste ai danni di chi ha pelle e religione diverse.

Che in questa situazione nessun partito, ma proprio nessuno, riesca a dire che gli immigrati, questi ultimi della società, meriterebbero il primario interessamento dell’azione pubblica, dovrebbe essere considerato strabiliante nel Paese della retorica solidarista e cristiana: e invece si accetta tranquillamente che il degrado e l’umiliazione sofferti dagli immigrati siano affidati perlopiù alle cure del volontariato o appunto all’impegno sostanzialmente testimoniale di questo o quel singolo, senza tuttavia che una forza politica in quanto tale assuma su di sé il problema in quanto tale: che non è uno dei tanti, ma quello che in termini di giustizia e civiltà è forse il più urgente. Basterebbe che a “prima gli italiani” fosse opposto “prima gli individui e, tra questi, prima gli ultimi”. Ma bisogna dirlo e nessuno lo dice. Bisogna farlo e nessuno lo fa.

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