Migliaia di tonnellate di rifiuti, pericolosi e non, smaltiti illecitamente

Lecce – Migliaia di tonnellate di rifiuti, pericolosi e non, smaltiti illecitamente. È questo il fulcro dell’inchiesta coordinata dai procuratori aggiunti di Lecce Elsa Valeria Mignone e Guglielmo Cataldi, che hanno chiuso le indagini sui presunti illeciti commessi nell’impianto «Ecolio 2» di Presicce – Acquarica dove si smaltiscono rifiuti liquidi.

Le contestazioni riguardano Italo Forina, di Canosa di Puglia, legale rappresentate della società Ecolio 2 (difeso dagli avvocati Domenico Diterlizzi e Luigi Covella); Toni Fernando Alfarano, di Racale, responsabile tecnico dell’impianto (difeso da Amleto Carobello e Giuseppe Dello Russo); Andrea Giubileo, di Milano, e Walter Rizzi, di Trieste, entrambi manager della società Eni che gestisce l’estrazione idrocarburi a Viggiano (difesi rispettivamente dal professor Alfonso Firgiuele e dall’avvocato Riccardo Giannuzzi); Attilio Dabbicco, di Bari, direttore tecnico della Siderurgica Signorile; Maurizio Cianci, di Bari, dirigente di Aqp, amministratore unico dello stabilimento Aseco Spa di Ginosa; Vittorio Petrucco, di Trieste, legale rappresentante della Icop di Basiliano (Udine); Antonio Albanese, di Massafra, legale rappresentante della Progetto Ambiente Bacino Lecce Tre, che gestisce la discarica Burgesi di Ugento (difeso dagli avvocati Michele Laforgia e Antonio Raffo); il direttore tecnico dello stesso impianto Carmine Carella, di Bari; Mario Montinaro, di Campi Salentina, legale rappresentante della Monteco; Antonio Saracino, di Soleto, responsabile tecnico dell’Area 2 Discarica di Ugento; Antonio Leone, di Manduria, responsabile tecnico dell’impianto Eden 94, e poi i rappresentanti della Manduriambiente: il presidente Uber Barbier, di San Marino; l’ad Luca Galimberti, di La Spezia e il direttore generale Antonio Morea, di Noci.

Il reato contestato a tutti è quello di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuto, mentre Forina e Alfarano rispondono anche dell’ipotesi di getto pericoloso di cose. Le indagini della Procura salentina culminarono nel novembre 2020 nel sequestro preventivo di Ecolio 2, tutt’ora vigente. L’impianto, che si trova in località Spiaggiano Canale, è stato al centro di numerose polemiche per via delle fastidiose emissioni maleodoranti avvertite nei centri abitati di Presicce – Acquarica e Salve e oggetto di denunce da parte di istituzioni, associazioni e cittadini.

Secondo le accuse, nello stabilimento sarebbe stata svolta attività di smaltimento di rifiuti pericolosi e non, in assenza della necessaria autorizzazione. O meglio: le indagini della Polizia provinciale ritengono di aver accertato che l’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata nel 2011 dalla Regione fosse «macroscopicamente illegittima», in quanto basata su una falsa prospettazione dei requisiti necessari. Nello specifico, non ci sarebbe stata l’approvazione del progetto di variante da impianto di trattamento di acque di vegetazione a impianto di smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non. Ma oltre alle irregolarità burocratiche, nel capo di imputazione si fa riferimento anche a gravi carenze strutturali, «con emissione di odori acri e maleodoranti e scarico nel sottosuolo di sostanze inquinanti». Nella struttura sarebbero state gestite e smaltite abusivamente migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosi e non (tra cui acque di strato associate agli idrocarburi liquidi separate dal greggio estratto dal sottosuolo, percolato di discarica e rifiuti liquidi acquosi provenienti da 58 stabilimenti).

L’impianto ha trattato oltre 12mila tonnellate provenienti dall’Eni di Viggiano e oltre 2.741 tonnellate di percolato (il «liquido di risulta») provenienti dalla discarica Burgesi gestita dalla Progetto Ambiente di Albanese (già condannato a tre mesi di arresto per il caso Appia Energy, pena interamente convertita in sanzione pecuniaria). Tali rifiuti sarebbero stati ricevuti con codici Cer non pertinenti e attribuiti in modo arbitrario, per non rendere riconoscibile, secondo gli inquirenti, la loro effettiva origine e le sostanze pericolose presenti.

fonte: https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1314208/cosi-ecolio-ha-inquinato-il-salento.html

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