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Mazzette dal Qatar: perché l'inchiesta può travolgere la Ong fondata dalla Bonino




Roma, 10 dic – Una vita passata a promuovere e dunque tutelare i diritti umani, a denunciare soprusi e violazioni di chi sistematicamente li viola, quei diritti umani. Un’intensa attività dedicata anche alla denuncia delle prevaricazioni dei regimi come il Qatar, il cui governo si mostra da sempre restio finanche a prenderli in considerazione, quei diritti umani. Poi d’un tratto lo choc, lo scandalo, l’inchiesta che travolge i paladini, di quei diritti umani. Soldi e regali che lor signori avrebbe ricevuto, incredibile paradosso, proprio dall’odiato Qatar. Sì perché tra i fermati dalle autorità del Belgio, che stanno scoperchiando un vaso di pandora impressionante, non c’è soltanto Antonio Panzeri, già eurodeputato Pd nonché presidente della Ong Fight Impunity. C’è pure Niccolò Figà-Talamanca, segretario generale di un’altra Ong, la No Peace Without Justice, fondata da Emma Bonino. Ma andiamo con ordine.

Le mazzette dal Qatar e il segretario della Ong fondata da Emma Bonino

No Peace Without Justice (in italiano: “Non c’è pace senza giustizia”) è una organizzazione senza fini di lucro legata al Partito Radicale Transnazionale, fondata nel 1994 dopo una campagna dello stesso partito volta a istituire un Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia e la Corte penale internazionale. Il tutto lavorando alacremente alla promozione dei diritti umani, della democrazia, dello Stato di diritto e della giustizia internazionale. Bellissimi propositi, si dirà. Nulla da eccepire.

Oggi però si scopre che il segretario di questa Ong è stato forse pagato da un regime che calpesta proprio i diritti umani, per far parlare bene dei Mondiali di calcio che quel regime sta ospitando, dunque per difenderne la legittimità, di quel regime, dalle pesanti accuse relative allo sfruttamento dei lavoratori e alla violazione… dei diritti umani.

“Niccolò ha una vasta esperienza sul campo, avendo condotto operazioni su larga scala in materia di diritti umani e diritto umanitario in ambienti di conflitto e post-conflitto, e in campo politico e diplomatico”, si legge sul sito ufficiale della No Peace Without Justice. “Ha fornito consulenza a numerosi governi e istituzioni sulla creazione e sulla metodologia operativa delle istituzioni internazionali di giustizia penale e altri processi di responsabilità. Nel luglio 1998 ha rappresentato la delegazione della Bosnia-Erzegovina alla Conferenza Diplomatica che ha adottato lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, e alle successive sessioni delle Commissioni Preparatorie e dell’Assemblea degli Stati Parte”. Un candido curriculum quello di Talamanca, travolto ora da accuse pesantissime.

Fight Impunity, un’altra Ong al centro dell’inchiesta

Nell’inchiesta delle autorità di Bruxelles è spuntata anche un’altra Ong: la Fight Impunity, un’organizzazione no profit con sede a Bruxelles fondata nel 2019 per “promuovere la lotta contro l’impunità per gravi violazioni dei diritti umani e crimini contro l’umanità”. L’organizzazione ha sede a Bruxelles, in Rue Ducale – vicino all’ambasciata Usa – e il consiglio dei membri onorari vede diversi volti noti della politica italiana, tra cui Federica Mogherini ed Emma Bonino. Anche in questo caso non si tratta di un coinvolgimento diretto dell’organizzazione nello scandalo “mazzette dal Qatar”. E’ però accusato di aver ricevuto soldi il suo presidente, l’ex eurodeputato Antonio Panzeri, eletto al Parlamento Europeo nel 2004, nella lista Uniti nell’Ulivo. Riconfermato poi con il Pd nel 2009 e nel 2014. Panzeri nel 2017 ha lasciato il Partito Democratico per aderire ad Articolo Uno. In casa sua le forze dell’ordine hanno trovato 600mila euro in contanti.

Leggi anche: Dalla Cgil all’Europarlamento col Pd: chi è Antonio Panzeri, accusato di aver preso soldi dal Qatar

Eugenio Palazzini

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