malika-e-la-strana-“beneficenza”-con-la-raccolta-fondi:-“ci-ho-comprato-la-mercedes,-ma-…”

Malika e la strana “beneficenza” con la raccolta fondi: “Ci ho comprato la Mercedes, ma …”

Roma, 30 giu – Per un bel po’ la storia Malika Chalhy, ventiduenne cacciata di casa “perché lesbica” è stato il rompighiaccio del Ddl Zan. Aveva tutti gli elementi per diventare il casus belli nella definitiva lotta contro l’omofobia. Ma già dall’inizio (a partire dal background della famiglia per arrivare alle dichiarazioni del fratello) la storia aveva un che di sospetto. Ad aumentare la percezione, diverse raccolte fondi intestate dalla cugina alla stessa Malika. La quale, a quanto emerge, non solo ci si è ripresa la sua vita ma molto altro. E la sbandierata beneficenza che doveva fare con quei soldi ancora non s’è vista.

Malika e la Mercedes ostentata su Instagram

A rimestare nel torbido della storia di Malika c’è Selvaggia Lucarelli che, al netto di molte, moltissime dubbie prese di posizione ha innegabilmente gli agganci e la “tigna”, per dirla alla romana, di andare a fondo delle cose. Ha fatto discutere una storia su Instagram in cui la ventiduenne lesbica è stata immortalata a bordo di una Mercedes nuova di pacca. E’ stata pubblciata da Gaia, sorella di Tommaso Zorzi, opinionista e influencer gay e ovviamente pro Ddl Zan.

La Lucarelli vuole vederci chiaro

Raggiunta dalla Lucarelli, Malika ha dovuto rispondere su ben due raccolte fondi fatte per lei su Gofundme “per aiutarla a ricostruirsi una vita” dalla cugina Yasmine Atil: una ha raccolto 140mila euro, l’altra (aperta da Carlo Tumino, genitore gay) che ha ottenuto. 11.500 euro e la destinataria è sempre la cugina di Malika. Soldi teoricamente destinati ad aiutare la giovane con i suoi problemi finanziari e per “pagare avvocato e supporto psicologico”. In varie interviste aveva inoltre promesso di donare il surplus in beneficenza.

Discriminata sì, ma con l’agente

Chiaro con la agente di Malika (che ormai è vip) che lei era perfettamente al corrente di tutte le raccolte fondi in suo nome – anche la seconda che non avrebbe istituito, o forse si, o forse no (ma più si) la cugina – rimane il fatto che i soldi li ha presi lei. “Ho deciso che questi soldi li donerò in beneficenza non so ancora a chi, forse a un reparto di oncologia pediatrica”. Incalzata sul perché non l’abbia ancora fatto, l’agente nicchia: “Serve tempo …”.

Il pianto … frutta

“Io prima dell’accaduto prendevo 700 euro per il mio lavoro in fabbrica, ero in cassa integrazione da gennaio e aiutavo miei con un finanziamento.  Adesso ho avuto delle spese per la macchina, per il dentista… del resto non è che ho i genitori pronti alle spalle”, lamenta Malika. Dunque la ragazza ha un lavoro, una macchina, una fidanzata benestante. Serviva davvero una raccolta fondi? “Ma io sono andata a puntare la pistola alla testa a qualcuno?”, frigna Malika. Peccato che la foto con la Mercedes nuova di zecca abbia scatenato un polverone.

“Le serviva una Mercedes per essere libera”

“Le serviva una macchina per essere una persona libera e si è comprata una macchina nuova” insiste l’agente. Perché per sentirsi liberi a tutti serve una Mercedes nuova e non una Fiat, no? “Ho preso la casa in affitto a Milano, abbiamo dato un anno di affitto più duemila euro di caparra. Poi ho pagato dentista, avvocato, ho comprato dei vestiti. Non avevo niente, era rimasto tutto a casa dei miei”, piange ancora Malika. Che però, discute la Lucarelli, prende pure i cachet per le ospitate. “Io in questi mesi ho pensato a cercare lavoro, al trasloco, all’avvocato, alla tv, mi devo calmare un attimo. Ho passato due settimane a fare avanti e indietro tra Milano e il mio comune”, ma niente beneficenza ancora con una somma che le permetterebbe di comprare pure un appartamento. E sicuramente una Mercedes.

“Ho mentito sulla macchina”

Mercedes della quale, forse in cattiva fede, la ragazza si “vergogna”. E interrogata ha infatti mentito dicendo fosse della fidanzata: “Sì ho detto una bugia. Mi scuso. Mi è stato chiesto che ero sotto pressione. Io ho vissuto di tutto in questi mesi, sono stata buttata fuori di casa, ho i beni sequestrati, hai idea? Per me è un modo sbagliato di fare giornalismo questo”.

E la confessone: “Subisco pressioni …”

Poi, qualche minuto dopo aver riagganciato con la Lucarelli, forse morsa dalla coscienza la povera vittima di discriminazione richiama la giornalista vuota il sacco: “Senti io ho 22 anni e volevo togliermi uno sfizio, mi sono comprata una bella macchina, potevo comprarmi un’utilitaria e non l’ho fatto. Se ho mentito sulla macchina è perché mi hanno chiusa, messo in uno sgabuzzino… Se prima al telefono non ti ho detto i nomi degli enti a cui volevo donare è perché quando me lo hai chiesto sono andata in confusione, delle persone volevano costringermi a donare al gruppo San Donato e io non ero d’accordo…”. Non solo un po’ bugiardella e infantile, ma anche facilmente “plasmabile” per giochi più grandi di lei, questa Malika. Ci chiediamo come mai ci sia qualcuno interessato a sfruttarla e magari ad ammaliarla con i vantaggi dello showbusiness… ma la risposta la sappiamo già.

Ilaria Paoletti

L’articolo Malika e la strana “beneficenza” con la raccolta fondi: “Ci ho comprato la Mercedes, ma …” proviene da Il Primato Nazionale.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *