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L’inesistente Barthold Smith ha le prove di tutti i complotti (se ci fosse)

L’inesistente Barthold Smith è il nuovo protagonista del complotto. Protagonista di una storia che non esiste, della screen di un articolo introvabile, e il cui volto è una costruzione digitale.

Ma andiamo con ordine: ci è stata segnalata la screenshot, presente in diversi profili social nella forma della screen di un articolo privo di fonte.

Barthold Smith
L’inesistente Barthold Smith ha le prove di tutti i complotti (se ci fosse)

Se nessuno riesce a trovare l’articolo un motivo c’è.

In primo luogo non esiste alcun Barthold Smith censito dai portali degli ordini di categoria forense Europei (in questo caso tedesco).

Ovviamente, se un giovane avvocato tedesco fosse stato trovato morto annunciando un suo testamento contenente un medley dei principali complotti degli ultimi due anni, avrebbe avuto almeno un trafiletto sulla stampa locale.

Zero, nada, nisba. Barthold Smith è un fantasma digitale.

Tornano i volti generati al computer

Vi ricorderà qualcosa quel faccione dai capelli stranamente scontornati, le orecchie un po’ deformi, il sorriso sghembo e le sopracciglia assai irregolari su uno sfondo sin troppo uniforme.

Si tratta dei segni ricorrenti di un volto generato al computer mediante algoritmo GAN. Per GAN si intende naturalmente la “Rete Antagonista Generativa”, un particolare tipo di Intelligenza Artificiale che riesce a creare “volti più veri del vero”.

Volti che affollano pagine come “This person doesn’t exist” (“Questa persona non esiste”) come dimostrazione che un computer può generare un volto credibile.

Ma anche volti usati dalla Propaganda Russa, come quelli degli immaginari giornalisti Irina Kerimova e Vladimir Bondarenko, rispettivamente una insegnante di chitarra porta a porta diventata direttrice di giornale e Pasionaria di Putin e un playboy, ingegnere e aviatore Ucraino che ha tradito la patria per la sua incrollabile fede verso il Putinismo.

O dai creatori di fake news nostrani, come l’immaginaria Beatrice Juvenal/Stefania Piccimni/Mene Folpetond. Anch’ella un personaggio inventato con un volto creato al computer che imbastisce storie a base di volti creati al computer.

Volti riconoscibili da una serie di caratteristiche che il nostro amico Barthold abbiamo riscontrato avere. Barba e capelli decisamente irregolari, orecchie, occhi e sopracciglia imperfetti, denti deformi e di spaziature strane e strani ciuffetti di capelli vicino alle orecchie ad imitazione di orecchini.

In questo caso è anche possibile vedere una erronea colorazione della pelle del viso, lentigginosa e arrossata a sinistra e più regolare a destra.

Una zuppa di Fake News per Barthold Smith

Il presunto testamento ideologico di Barthold Smith è in realtà una zuppa delle principali fake news degli ultimi due anni.

Il mito del “Big Steal”, le elezioni “rubate” a Donald Trump con tanto di voti custoditi in un server in Germania custodito da militi armati pronti a sparare sui fedeli di Trump e l’aiuto di Renzi e Obama.

Ma anche le teorie complottistiche che legano la guerra in Ucraina alla Pandemia, dipingendo Putin come un improbabile liberatore che vuole sterminare gli Ucraini al servizio della NATO che nei loro biolabs (ovviamente inventati) creano a seconda del giorno orribili malattie, gli odiati vaccini o mutanti invincibili che derivano il loro potere dalla vaccinazione stessa.

L’esistenza di una cassetta di sicurezza a metà tra le Fonti Russe e il leggendario One Piece, il tesoro dei pirati dell’omonima serie animata, fa parte di questa mistica.

Ma resta, appunto, la storia inventata di un soggetto che non esiste.

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