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Le 10 condizioni di Zelensky per la pace in Ucraina: “Basta guerra, nessuna scusa per ricatto nucleare” – Il Riformista

L’intervento al G20 a Bali

Antonio Lamorte — 15 Novembre 2022

Le 10 condizioni di Zelensky per la pace in Ucraina: “Basta guerra, nessuna scusa per ricatto nucleare”

È a margine del G20 in corso a Bali, al 262esimo giorno di conflitto, che il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky è intervenuto in collegamento e ha dettato le condizioni per la pace. “L’Ucraina offre ai principali stati del mondo di essere co-creatori di pace insieme a noi”. Nel frattempo in Turchia si era tenuto un importante colloquio a sorpresa tra Stati Uniti e Russia, l’incontro tra Xi Jinping e Joe Biden aveva lanciato l’appello a evitare una nuova Guerra Fredda, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite aveva approvato una risoluzione in cui si chiedeva che la Russia venga riconosciuta responsabile per le sue violazioni della legge internazionale in Ucraina.

La Cina ha votato no. Il testo chiedeva che i 193 paesi membri delle Nazioni Unite creino “un registro internazionale” per documentare le richieste di danni, perdite o lesioni agli ucraini causati dalla Russia. La votazione a poche ore di distanza dalla visita a sorpresa di Zelensky a Kherson: la città occupata nella primissima fase della guerra, in un punto nevralgico nel Paese e strategico nel conflitto, protagonista dei referendum di annessione a Mosca dello scorso settembre che hanno coinvolto quattro Regioni, è stata abbandonata dai russi dopo l’efficace controffensiva ucraina. “È impossibile uccidere l’Ucraina”, aveva detto il Presidente. “Siamo pronti per la pace”.

Zelensky ha quindi dettato in serata in un video collegamento con il G20 le dieci condizioni per la pace. Si è rivolto al “G19”, esclusa la Russia, ha chiarito che l’Ucraina non può accettare “compromessi” su “sovranità, territorio e indipendenza” e che il Paese è “sempre stato un leader negli sforzi di mantenimento della pace”. Zelensky ha sollecitato: “Se la Russia afferma che vuol porre fine alla guerra lo dimostri con le azioni” e ha aggiunto che “non permetteremo alla Russia di guadagnare tempo, rafforzarsi e poi iniziare una nuova azione di terrore e di destabilizzazione globale. Non ci sarà una Minsk-3, che la Russia violerà subito dopo l’accordo“.

Il Presidente ucraino è passato a elencare le condizioni per la “formula ucraina per la pace. Pace per l’Ucraina, l’Europa e il mondo”. Le “proposte” sono dieci: “1. sicurezza dalle radiazioni e dal nucleare; 2. sicurezza alimentare; 3. sicurezza energetica; 4. rilascio di tutti i prigionieri e deportati; 5. attuazione della Carta delle Nazioni Unite e ripristino dell’integrità territoriale dell’Ucraina e dell’ordine mondiale; 6. ritiro delle truppe russe e cessazione delle ostilità; 7. ritorno della giustizia; 8. contrasto all’ecocidio. 9. prevenire l’escalation; 10. fissare la fine della guerra”.

L’intervento di Zelensky è stato seguito in diretta nella stanza del summit in Indonesia dal ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. Zelensky ha sollecitato inoltre in un altro passaggio lo scambio di tutti i prigionieri e sollecitato un tetto ai prezzi degli idrocarburi esportati dalla Russia. Il Presidente ha denunciato “le minacce folli di ricorso all’arma nucleare” aggiungendo che “non ci può essere nessuna scusa per il ricatto nucleare” come riportato da Afp.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.

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