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Lavoro, Damiano: “grave errore far saltare il blocco dei licenziamenti alla fine di giugno”

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Lavoro, Damiano: “grave errore far saltare il blocco dei licenziamenti alla fine di giugno, bisogna prolungarlo fino ad agosto contemporaneamente alla cassa covid. Reddito di cittadinanza è utile ma va riformato”

L’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, presidente dell’Associazione lavoro e welfare e consigliere di amministrazione dell’Inail, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Riguardo all’intervento della Commissione UE sul blocco dei licenziamenti. “A voler essere buoni si potrebbe dire che è uno dei tanti studi che l’Europa fa, uno dei tanti dossier in cui si trattano argomenti delicati in modo non appropriato, non ci si rende conto che soprattutto in Italia l’argomento è piuttosto scottante –ha affermato Damiano-. Dicono che è uno studio e non una raccomandazione politica, ma non siamo così ingenui da pensare che non abbia una valenza politica. L’Europa ha anche lodato la riforma Monti-Fornero sulle pensioni, che per me è stata assolutamente sbagliata, non è quindi la prima volta che l’UE lascia scappare i buoi dalla stalla. Fin dall’inizio ho detto che sarebbe un grave errore far saltare il blocco dei licenziamenti alla fine di giugno. Il ministro Orlando aveva detto che avrebbe fatto un prolungamento, poi c’è stata una levata di scudi di alcuni partiti, la mia proposta è molto semplice: ci deve essere una sincronia perfetta tra blocco dei licenziamenti ed erogazione della cassa covid. Se quello scambio ha funzionato, rifacciamolo. Se a fine giugno scade il blocco, riazzeriamo il contatore, copriamo con la cassa covid i mesi di luglio e agosto e contemporaneamente proroghiamo il blocco dei licenziamenti fino a fine agosto e intanto apriamo un tavolo di confronto con le parti sociali per valutare ulteriori aggiustamenti”.

 Sul reddito di cittadinanza. “Il reddito di cittadinanza è sicuramente imperfetto, ci sono delle truffe e dei raggiri, però in una situazione di guerra nella quale abbiamo più di 120mila morti da covid, i morti sul lavoro aumentano, la povertà e le diseguaglianze aumentano, non andrei tanto per il sottile. Su 100 che l’hanno preso magari 10 non dovevano prenderlo, ma a 90 è servito. Sicuramente andrebbe riformato, andrebbe fatto meglio perché è evidente che ci sono delle storture. Inoltre se tu mi dai 780 euro, se mi offri un lavoro vicino a quelle cifre lo rifiuto perché tengo il reddito di cittadinanza e faccio un po’ di lavoro nero. Per questo ho suggerito di non eliminare del tutto il reddito di cittadinanza anche per chi trova lavoro per un determinato periodo”.


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