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Lavoratori della vigilanza privata senza contratto: «Adesso basta»

Sit in nei capoluoghi di provincia della Puglia promossi dai sindacati: «Addetti senza certezza, non possiamo andare avanti così»

05 Settembre 2022

Redazione online

Sono in corso, nei capoluoghi della Puglia, i sit-in di protesta nei quali, le lavoratrici e i lavoratori della vigilanza privata e dei servizi fiduciari, chiedono, dopo quasi sette anni, il rinnovo del contratto che garantisca incremento di reddito, tutele, sicurezza e diritti. «Oltre sei anni senza un aumento salariale, con stipendi insufficienti, violazione delle norme contrattuali e scarso rispetto della salute e sicurezza sul lavoro». Questa è la situazione, evidenziata da Filcams Cgil Puglia, Fisascat Cisl Puglia e Uiltucs Puglia, «in cui migliaia di guardie particolari giurate e addetti/e ai servizi di sicurezza si trovano ad operare. Si è compiuto un percorso di trattative lungo e faticoso per tentare di migliorare le condizioni lavorative, salariali e garantire dignità all’impegno quotidiano, a tutte le ore del giorno e della notte, di questi operatori e queste operatrici che svolgono un servizio fondamentale per la collettività».

I sindacati spiegano poi che «le associazioni datoriali hanno fornito risposte vaghe e non convincenti alle organizzazioni sindacali che hanno dovuto prendere atto dell’esito negativo del confronto. Durante l’emergenza pandemica e sanitaria questi lavoratori e queste lavoratrici hanno lavorato alacremente svolgendo anche compiti differenti da quelli previsti nelle proprie mansioni in nome dell’interesse generale. Ogni giorno, poi, rischiano la vita per tutelare i beni pubblici/ privati e la sicurezza delle persone. A questo punto le guardie particolari giurate e gli addetti alla sicurezza, chiedono: garanzia occupazionale in occasione dei cambi d’appalto che prevedono l’avvicendamento di aziende differenti per lo svolgimento della stessa attività presso i committenti; rispetto di turni, orari di lavoro, norme in fatto di salute e sicurezza; riconoscimento della professionalità relativamente ai siti dei quali si devono garantire il controllo e la sicurezza; aumenti salariali che colmino anche la caduta del potere di acquisto degli stipendi causata dall’impennata dell’inflazione».

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