Lapidi con nomi di esponenti della destra locale: la vergognosa provocazione degli antifascisti genovesi

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Savona, 10 feb – Le lapidi del Monte Manfrei incappucciate e rinominate con i nomi degli esponenti della destra ligure. Autori del vergognoso gesto i militanti di Genova antifascista, che hanno diffuso sui social il video dell’azione.

Lapidi incappucciate 

Nel filmato si vedono alcune lapidi – poste sulla collina a ricordo di un eccidio compiuto dai partigiani – avvolte nei sacchi dell’immondizia neri. Altre, invece, sono coperte da targhe con i nomi di Mauro Siri, Francesco Biamonti e Valeria Amadei (i tre consiglieri comunali di Cogoleto che hanno fatto il saluto romano per votare contro alcune delibere nel Giorno della memoria), Andrea Cavalleri, il giovane arrestato a Savona, e Sergio Gambino. Lo riferisce il Secolo XIX. Una provocazione vergognosa, arrivata proprio nel Giorno del Ricordo, in risposta alla a mozione, approvata ieri dal consiglio comunale di Genova, di istituire un’anagrafe online antifascista e anticomunista. 

Il post su Facebook di Genova antifascista 

Gli antifascisti genovesi scrivono così su Facebook: «La scorsa notte ci siamo immersi nel favoloso mondo di Monte Manfrei. Un luogo fantastico creato ad arte dai nostalgici della Rsi; si immagina che in questo luogo, all’indomani della Liberazione, siano stati giustiziati un numero indefinito di Marò da una misteriosa formazione partigiana di cui non si conosce il nome. I corpi non sono mai stati trovati e i nomi sulle lapidi sono fittizi».
Il post prosegue mettendo in dubbio la veridicità dell’eccidio: «Per una notte anche noi ci siamo calati in quel luogo creato ad arte per annacquare la memoria della Resistenza Partigiana, un luogo in cui tutto è frutto della fantasia e nulla è reale».
«Oggi siamo tornati alla realtà, volare con la fantasia può essere pericoloso: negli ultimi anni abbiamo assistito, troppe volte in silenzio, al progetto di revisionismo storico portato avanti in primis dalla destra e dalla sinistra istituzionali, come lo dimostrano l’istituzione del giorno del ricordo e la vergognosa proposta, passata con il silenzio della “sinistra” cittadina, di istituire un’anagrafe antifascista e anticomunista. Noi restiamo con i piedi ben saldi a terra, pronti a combattere i rigurgiti fascisti e i tentativi di revisionismo», concludono gli antifascisti.

Cristina Gauri

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