la-fake-di-“la-biblioteca-di-dresda-brucia-i-libri-russi”-denunciata

La fake di “la biblioteca di Dresda brucia i libri russi” denunciata

Ci segnalano i nostri contatti una serie di condivisioni per cui la biblioteca di Dresda brucia i libri. Libri russi per essere precisi.

Appelli che sovente, come riportato dai colleghi di Facta, contengono l’invito a rivolgersi presso i profili social della direttrice della stessa biblioteca, al presumibile scopo di rivolgerle infondate accuse e insolenze causandole disagio. Altri rimasti dopo la cancellazione seguente all’annuncio della direttrice di aver adito le vie giudiziarie insistono sulla narrazione.

Disagio del tutto immotivato, dato che nessuno ha mai chiesto di bruciare libri russi e siamo di fronte ad una completa fake news.

La fake di
La fake di “la biblioteca di Dresda brucia i libri” denunciata dalla direttrice

Partiamo da un punto di vista: come le “Fonti Russe” ci hanno dimostrato più volte chiunque può creare un volantino con Photoshop e altri mezzi, stamparlo e distribuirlo.

Cosa accaduta col presunto “depliant Inglese che promuove la pedofilia nelle scuole”, anche questo oggetto di vaglio delle autorità.

E chiunque può fare un passo in avanti e saltare il punto della storia in cui stampa e fotografa le sue creazioni applicandole “virtualmente” in posti dove non è mai stato, come i falsi adesivi che, in false foto di Auschwitz, inviterebbero i cittadini europei a deportare i Russi nei campi di sterminio.

Il che non significa siano veri. Come in questo caso non lo sono.

La fake di “la biblioteca di Dresda brucia i libri” denunciata dalla direttrice

La storia è cominciata il primo settembre con una foto artefatta, recante i loghi della Biblioteca di Amburgo, nella quale si richiede ai cittadini di donare “libri non necessari” che saranno bruciati per il riscaldamento.

La prima foto riportava il semplice invito a “bruciare libri non necessari”. A stretto giro di posta, sempre secondo i colleghi di Mimikama, la “guerra ibrida” ha deciso di alzare il tiro, unendo alla bufala precedente la bufala della “russofobia”, ovvero la teoria che l’Occidente stia perseguendo una politica di annientamento e distruzione del popolo Russo tutto che comprende la cancellazione e la damnatio memoriae di ogni vestigia della loro cultura.

Secondo questa nuova iterazione la direttrice Katrin Stump dellla biblioteca di Dresda avrebbe affisso nuovi manifesti più dettagliati, col seguente contenuto:

“Cari lettori. Affrontare l’aggressione russa è la nostra causa comune. La letteratura russa non ha posto nella tua libreria. A causa dei previsti tagli al riscaldamento in autunno e inverno, vi chiediamo di donare libri di autori russi da utilizzare per il riscaldamento in biblioteca. In questo modo puoi ancora leggere buoni libri anche se Putin taglierà le forniture di gas.

Riconosciamo il marchio delle “Fonti Russe”, che a getto continuo (secondo i colleghi di Open anche mediante account “di parte”) diffondono fake news, delle quali ci siamo occupati, che descrivono l’Europa come spezzata dal blocco del gas russo, incapace di riscaldarsi e piena di improbabili delatori pronti a denunciare chi fa uso della preziosa risorsa post-sovietica.

Ma anche l’Europa come una specie di “terra del vizio nazista” dove la pedofilia viene insegnata nelle scuole e i Governi fanno a gara per massacrare i Russi minacciando un nuovo Olocausto Nucleare per far “trionfare il nazismo” e sconfiggere i liberatori.

A tutto questo la direttrice, resa oggetto delle attenzioni di vari account social inclini a credere alla propaganda filorussa se non direttamente filorussi, ha dovuto reagire con durezza.

Per entrambi i casi di disinformazione è quindi stata sporta denuncia, e siete tutti invitati a segnalare gli account di chi non avesse provveduto alla rimozione.

Se il nostro servizio ti piace sostienici su PATREON o con una donazione PAYPAL.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.