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Infermieri, OSS e Professioni Sanitarie: ecco tutti i benefici per le famiglie e per i futuri pensionati.

Dopo l’approvazione della Legge di Bilancio 2023 da parte del Governo Meloni e della sua Maggioranza si è capito molto bene che la stessa applicherà il taglio del cuneo fiscale, già avviato dal precedente Governo Draghi. Vediamo assieme cosa cambierà per Infermieri, Infermieri Pediatrici, Ostetriche/i, Operatori Socio Sanitari, Professioni Sanitarie, Amministrativi e Tecnici.

La misura, come ormai risaputo, è pari a circa 4,185 miliardi. La Legge prevede:

  • l’esonero contributivo del 2% per i redditi fino a 35 mila euro;
  • l’esonero del 3% per i redditi fino a 24 mila euro; ciò significa che verranno assicurati nelle nostre buste paga una ventina di euro netti, ovvero circa 35 euro lordi per 13 mensilità, ma per chi ha un reddito di 15 mila euro lordi l’anno); dai 20.000 euro lordi in su ci saranno circa 46 euro lordi in più (36 euro netti) per 13 mesi; per chi supera la soglia di 35.000 euro annui si passera a 45 euro netti, relativi ad un lordo di 54 euro sempre calcolato su 13 mensilità).

Poco, ma sempre meglio che nulla. E non è tutto, vi sono altre novità per i lavoratori dipendenti: ad esempio la detassazione dei premi di produzione, ovvero il 5% fino a 3000 euro.

Ci sono poi altre misure importanti:

  • Pacchetto famiglia: per i nuclei familiari più fragili viene confermato e rafforzato il meccanismo che permette di ricevere il bonus sociale bollette (con l’innalzamento della parte ISEE da 12.000 a 15.000 euro); in più vi sarà la riduzione dell’Iva dal 10 al 5% per i prodotti per l’infanzia e per l’igiene intima femminile, l’assegno unico familiare per chi ha 3 o più figli (con un esborso complessivo di 610 milioni); novità anche per il 2023: ad esempio l’assegno sarà maggiorato del 50% per il primo anno e di un altro 50% per le famiglie numeroso.
  • Opzione donna: viene prorogata per tutto il 2023, ma con delle sostanziali modifiche, ovvero si andrà in pensione a 58 con due figli o più; a 59 anni con un figlio; a 60 anni in specifici casi.

    Confermata anche Ape sociale per i lavori usuranti.
  • Disabili: confermato il relativo assegno.
  • Ape sociale: resta invariata per i lavori usuranti.
  • Pensioni: parte la quota 103; si tratta di un nuovo schema di anticipo pensionistico per il 2023 che permette di andare in pensione con 41 anni di contributi e 62 anni di età compiuti; per chi non vuole andare in pensione e vuole restare al lavoro vi sarà una decontribuzione del 10%.

Redazione AssoCareNews.it

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