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“Incompatibile” con AstraZeneca rimandato a casa 3 volte. 60 enne scrive al Ministero

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SULMONA –  L’altro giorno è riuscito a vaccinarsi dopo un mese e mezzo di attese e disagi. Per questo un sulmonese di circa 60 anni, uno dei tanti incompatibili con il vaccino AstraZeneca, ha scritto al Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, Pierpaolo Sileri, per rappresentare il disagio dell’esercito dei “dimenticati”. Il sulmonese era stato prenotato per la prima dose lo scorso 19 aprile. Presentatosi al centro vaccinale dell’Incoronata è risultato incompatibile con il vaccino AstraZeneca, dopo indagine medica, viste le sue specifiche patologie. Torna a casa senza vaccino in attesa di una nuova data per l’inoculazione di Pfizer o Moderna. Passa la prima settimana. Poi la seconda. Il sulmonese si reca quindi di nuovo nell’ambulatorio per chiedere lumi. Per ben tre volte viene rimandato a casa. Ma si sa che le prenotazioni vengono gestite dal sistema di riferimento. Anche parlare con un operatore del numero verde è risultato difficile per l’uomo che, stancatosi di fare la fila ogni giorno all’Incoronata sperando in una dose avanzata, ha scritto direttamente al Ministero. “Se è vero che il problema dipende dall’alto, qualcuno deve pur prendersi la briga di mettere tutto nero su bianco. Anche se parla l’ultima ruota del carro”- commenta il 60 enne che alla fine è stato chiamato dal sistema e ha ricevuto la prima dose dopo un mese e mezzo. Un caso che rende l’idea sull’odissea che devono affrontare gli incompatibili con AstraZeneca. (a.d’.a.)

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