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Imprese alimentari domestiche, sempre più interesse a Bari per le attività ristorative in casa: parla Ilaria, la prima ad averle sperimentate

“L’idea è nata di notte, dopo un master in un’accademia dell’Abruzzo, quando per la prima volta un partecipante mi ha parlato delle potenzialità delle IAD”: a raccontarlo davanti a una platea di ascoltatori a Porta Futuro, il job center del Comune di Bari, è Ilaria Carone, titolare del Litte Lab di Santo Spirito, la prima ‘impresa ristorativa in casa’ lanciata sul territorio barese. Un’idea semplice, ma al contempo rivoluzionaria: sfornare dolci e venderli al consumatore direttamente da un’abitazione privata.

Un esempio di autoimprenditorialità che subito ha avuto successo, tanto che Ilaria è stata chiamata a raccontarla durante un evento dedicato proprio alle nuove Imprese Alimentari Domestiche, durante il quale è stato spiegato quali sono gli adempimenti (burocratici e sanitari, trattandosi appunto di un vero ristorante/bar/laboratorio casalingo) necessari per avviare la propria attività. “Fondamentale – racconta Ilaria al microfono di BariToday – è seguire la propria idea fino in fondo. Osare, se serve. Inizialmente volevo aprire una normale pasticceria, ma dopo aver vinto un finanziamento ho scoperto che sul territorio di Palese e Santo Spirito non c’erano immobili da destinare alla mia impresa. E allora mi sono detta: ‘perché non farla in casa?’ Se non avessi seguito questa idea probabilmente sarei stata un’attività come tante altre”.

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