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Imprenditore salvato dall’ospedale: “non giocare a monopoli con la sanità”

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SULMONA – “Sono stato salvato da questo ospedale, da persone che hanno lavorato con anima e cuore. Per questo è importante investire concretamente, non solo sulla carta, altrimenti diventa un gioco a Monopoli”. La dichiarazione nuda e cruda arriva dall’imprenditore sulmonese, Dante Ramunno, che a distanza di 14 mesi dal drammatico incidente che lo ha visto protagonista in sella ad una bici, ha voluto ringraziare il personale sanitario del nosocomio di Sulmona per averlo rimesso in sesto e per avergli salvato la vita. Di tempo ne è passato da quel 24 maggio 2020 quando, lungo la strada regionale 487 che collega Sulmona a Campo di Giove e Pacentro, un ciclista ( Ramunno) e una moto si sono scontrati poco dopo il cimitero di Sulmona mentre viaggiavano nello stesso senso di marcia. L’imprenditore è finito in prognosi riservata e da allora non ha trovato il modo di ringraziare il personale medico e paramedico dell’ospedale di Sulmona che hanno saputo agire con umanità e professionalità, dando una risposta efficace sul fronte dei trattamenti e delle cure. Ramunno, approfittando della nuova classificazione di primo livello, invita i politici ad investire sulla sostanza e sui contenuti, per potenziare l’ospedale. “Sono stato miracolato in un certo senso ma le persone che mi hanno assistito in ospedale mi hanno salvato la vita”- ricorda Ramunno per citare l’articolo 32 della Costituzione sul diritto alla salute. “E’ un ospedale privo di medici, infermieri e primari. Dovrei ringraziare una per una tutte le persone che mi hanno supportato, che hanno lavorato con cuore. Sono stato trattato con i guanti bianchi. Per cui una struttura del genere non dovrebbe essere messa da parte”- conclude l’imprenditore.

Andrea D’Aurelio

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